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Aliquota Ici: intervento del Vicesindaco di Reggio Emilia

Un’analisi attenta e completa della tassazione Ici, al fine anche di non delineare improprie e ingiuste classifiche tra le città capoluogo dell’Emilia Romagna, deve prendere in considerazione sia le aliquote applicate, sia le detrazioni definite.


Da questa analisi Reggio Emilia risulta essere più virtuosa rispetto agli indicatori comparsi sulla stampa in questi giorni.
Infatti se è vero che, in termini assoluti, Reggio Emilia è terza in Regione per l’aliquota sull’abitazione principale, è altrettanto vero che è prima per le detrazioni (128 euro) riguardanti l’abitazione principale. Tali detrazioni sull’aliquota Ici pongono in definitiva Reggio Emilia non al terzo, bensì al sesto posto in Emilia Romagna.
Penso poi che la tassazione Ici debba essere esaminata anche in riferimento alle altre misure di fiscalità locale, soprattutto per quanto concerne l’applicazione dell’addizionale Irpef. Ciò al fine, anche in questo caso, di evitare fuorvianti conclusioni sulla tassazione locale.
Il Comune di Reggio Emilia non ha proceduto ad alcun aumento dell’addizionale Irpef. Tant’è che la combinazione fiscale tra Ici e Irpef, pone la città di Reggio Emilia in una situazione di assoluta preminenza. Infatti i cittadini di Reggio, rispetto a quelli delle altre città emiliano romagnole, risparmiano – nel caso di un reddito pari a 20.000 euro – da un minimo di 50 euro all’anno a un massimo di 153,80 euro all’anno. E, nel caso di un reddito pari a 40.000 euro all’anno, risparmiano da un minimo di 58,76 euro all’anno a un massimo di 211,8 euro.
Queste considerazioni hanno l’obiettivo di rendere palese, senza alcun intento enfatico, la reale situazione in cui si trova la fiscalità locale che ritengo, stante la situazione finanziaria del Paese e degli enti locali, essere equa e sensibile alle esigenze dei cittadini.
Rimane ovviamente il tema, oggetto di ampio dibattito politico, di una riformulazione e riduzione dell’Ici, che qualora venisse definita a livello nazionale, dovrebbe riguardare prioritariamente le fasce più deboli della popolazione.

(Franco Ferretti, Vicesindaco di Reggio Emilia)

















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