Sostegni e adesioni allo sciopero generale del 6 maggio della Cgil sono pervenute in questi giorni al sindacato modenese, e continuano ad arrivare anche in queste ore, da parte di sindaci, rappresentanti delle istituzioni e dei partiti politici di Modena e provincia.
Sostegno e condivisione delle ragioni dello sciopero vengono da sindaco e vice sindaco del Comune di Modena Giorgio Pighi e Alvaro Colombo, dall’assessore provinciale al Lavoro Francesco Ori, dal presidente dell’Unione Terre di Castelli a nome dei sindaci dei Comuni dell’Unione, e da Unione Terre d’Argine, Unione Comuni Modenesi Area Nord (ad esclusione di Finale Emilia dove si vota per le amministrative), dai Comuni di Formigine, Fiorano, Maranello, e dai sei Comuni di Bastiglia, Bomporto, Castelfranco Emilia, Nonantola, Ravarino e San Cesario sul Panaro.
I sindaci e i presidenti delle Unioni comunali condividono con la Cgil le preoccupazioni per i tagli e le politiche del Governo.
In particolare il sindaco e vice sindaco di Modena condividono le accuse della Cgil verso politiche economiche e sociali che deprimono domanda interna e occupazione, scaricano il costo della crisi su lavoro, pensioni e salari. Identità di vedute anche sulle richieste del sindacato di una riforma che sposti il prelievo da lavoro e pensioni su ricchezze e rendite, e sul rilancio di politiche di welfare attente anche ai precari.
Ribadite le preoccupazioni per i tagli lineari del Governo, la riduzione dei fondi sociali che ostacola le politiche di welfare locali e un Patto di stabilità che di fatto impedisce di rilanciare l’economica bloccando gli investimenti e penalizzando la ripresa.
Il sindaco di Modena è d’accordo con la Cgil sull’esigenza di definizione di regole sulla democrazia e rappresentanza sindacali con l’elezione delle Rsu in tutti i luoghi di lavoro comprese le pubbliche amministrazioni.
L’assessore provinciale al Lavoro Ori condivide le preoccupazioni della Cgil per le difficoltà economiche, sociali e occupazionali, per l’effetto negativo delle azioni del governo nazionale sui bilanci degli enti locali e sul welfare locale, in una fase in cui sarebbe invece necessario allargare gli ammortizzatori sociali, adeguare le politiche di welfare ai lavoratori precari, mettere in campo una riforma fiscale per far ripartire la domanda interna. Condivise da Ori anche le priorità del contrasto al lavoro irregolare e della lotta alla precarietà a favore in particolare delle giovani generazioni.
Dei 42 Comuni modenesi a cui la Cgil ha chiesto nelle settimane scorse un confronto sulle ragioni dello sciopero (sono stati ovviamente esclusi dal confronto i 5 Comuni dove si svolgeranno le elezioni amministrative), non hanno dato risposta alcuni comuni di centro-destra a cominciare da Sassuolo.
Adesione allo sciopero è stata dichiarata dai partiti politici SEL, Federazione della Sinistra dell’Emilia-Romagna, IdV, Movimento 5 Stelle di Carpi, Associazione modenese “Le ragioni del Socialismo”, Giovani Democratici-Federazione di Modena.
Il segretario del PD Davide Baruffi parteciperà alla manifestazione insieme ad una delegazione del partito.
Adesioni anche dell’Anpi locale e nazionale, dell’Arci, dalle associazioni Federconsumatori e Adusbef, Sindacato inquilini Sunia, Libera Uscita, Udi, Libera associazione contro le mafie.
Da segnalare fra le adesioni pervenute, anche quella dei volontari impegnati negli allestimenti della festa del PD al parco Ferrari e a Ponte
Alto che condividono le ragioni dello sciopero e partecipano alla manifestazione.
All’insegna dello slogan “Se ci 6 non resti solo” si apre domani mattina, venerdì 6 maggio, la manifestazione modenese in occasione dello sciopero generale. Due cortei partiranno alle ore 9 dal piazzale della Maserati e da quello davanti alla Prefettura. Cortei per le vie del centro storico e comizio alle ore 11 in piazza Grande di Enrico Panini della segreteria nazionale Cgil. A seguire concerto di Cisco.









