Ciò che è successo a Castelfranco Emilia ci dice una cosa sola: la profonda rabbia dei lavoratori per la firma di Fim Cisl e Uilm Uil ad un accordo per il rinnovo contrattuale che prevede condizioni economiche insoddisfacenti e una riduzione delle tutele e dei diritti dei lavoratori. I lavoratori accompagnano la giusta protesta contro la firma dell’accordo separato alla legittima richiesta di un referendum tra tutti i lavoratori che permetta loro di esprimersi sul contratto di lavoro che li riguarda.
Appaiono quindi paradossali le parole del segretario provinciale della Cisl che accusa di barbarie la Fiom e i lavoratori che hanno protestato sotto la sede Cisl di Castelfranco Emilia. Rifondazione Comunista ha aderito alla settimana di scioperi della Fiom e alla manifestazione nazionale del 14 novembre a Roma, e alla Fiom e alla Cgil va, anche oggi, il sostegno di Rifondazione Comunista.
Non è infatti irrilevante ricordare alla Cisl che rinnovo contrattuale dei metalmeccanici è stato firmato con Federmeccanica da sindacati minoritari, e che la Fiom è il sindacato maggioritario tra i lavoratori metalmeccanici. Troviamo quindi profondamente antidemocratica l’ostinazione di Cisl e Uil a rifiutare la consultazione tra tutti i lavoratori.
Alla polemica di chi, come Tollari Segretario Uil Modenese, definisce “una aggressione squadrista” quella fatta dalla Fiom nei confronti della Cisl e chi, come Andreana del Pd, parla di “un atto grave” rispondiamo che le vere “aggressioni fasciste” sono quelle del padrone dell’Eutelia a Roma e gli “atti gravi “sono quelli di non far votare democraticamente la piattaforma a tutti i lavoratori metalmeccanici e svendere il ruolo del sindacato davanti alla crisi.
Rifondazione, come la Fiom, non pensa che insultare o fischiare siano i modi per risolvere le questioni, sta di fatto che alcuni lavoratori sotto la spinta della crisi e di questa palese antidemocraticità possono perdere le staffe.
Il Prc, come la Fiom, rivendica il blocco dei licenziamenti, l’estensione a tutti i lavoratori degli ammortizzatori sociali, il raddoppio della cassa integrazione da 52 a 104 settimane e l’aumento della indennità di disoccupazione che oggi arriva a 750€ mensili. Ci troviamo inoltre di fronte al più basso rinnovo economico di un contratto nazionale che si ricordi nella storia, con aumenti dei salari insignificanti quando è evidente a tutti che in Italia, dopo anni di moderazione salariale, è indispensabile un immediato incremento dei salari e degli stipendi.
Queste sono le motivazioni che portano oggi i lavoratori a protestare e per le stesse motivazioni Rifondazione è al loro fianco.
(Stefano Lugli, segretario Federazione PRC Modena – Daniele Prampolini, Responsabile lavoro PRC Modena)









