18 posti letto destinati a pazienti fragili per degenze non acute, con presa in carico affidata a medici di ruolo unico e al personale assistenziale. In via Palagi nasce il primo Ospedale di Comunità della Città di Bologna, che rientra nel nuovo sistema di erogazione dei servizi definiti nell’Accordo Integrativo Regionale. La realizzazione della struttura in via Palagi è stata finanziata con fondi PNRR, per oltre 2,3 milioni di euro.
Nasce il primo Ospedale di Comunità (OsCo) della Città di Bologna, inaugurato questa mattina in Via Palagi. Ospita 18 posti letto, in ampie camere singole e doppie dotate di tutti servizi e comfort, per accogliere pazienti fragili e cronici con bisogni clinici di bassa intensità, ma che necessitano comunque di una presa in carico clinico-assistenziale.
“La permanenza dei pazienti sarà gestita da Medici del ruolo unico e da personale assistenziale – spiegano la dott.ssa Simona Linarello, Direttrice Cure Intermedie Azienda USL di Bologna e la dott.ssa Barbara Cacciari, Responsabile Area Assistenziale Territoriale e Ospedaliera Spoke e coordinatrice organizzativo-assistenziale della rete OsCo – L’Ospedale di Comunità, infatti, è una struttura prevista dalla nuova normativa nazionale, finalizzata a rafforzare la presa in carico della fragilità e della cronicità: qui ospiteremo pazienti per degenze brevi con l’obiettivo di curare bisogni clinici non acuti, ma connotati da forti esigenze socio-assistenziali”.
Al taglio del nastro, presenti la Direttrice Generale dell’Azienda USL di Bologna, Anna Maria Petrini, l’Assessore alle Politiche della Salute Massimo Fabi, il Sindaco di Bologna e Presidente della CTSSM Matteo Lepore, la vicepresidente della CTSSM Marilena Pillati e Chiara Gibertoni, Direttrice Generale del Policlinico di Sant’Orsola IRCCS, spazio all’interno del quale l’Ospedale di Comunità insiste.
Il nuovo modello territoriale dell’Accordo Integrativo Regionale
L’Ospedale di Comunità rientra nel modello di sanità territoriale recentemente presentato dalla Regione Emilia-Romagna nell’Accordo Integrativo Regionale con la Medicina Generale. Al centro un’erogazione dei servizi sempre più accessibile, capillare e integrata, con un’assistenza sanitaria diffusa e organica, ma soprattutto di prossimità. All’Ospedale di Comunità accederanno cittadini con un invio da parte del Medico di Medicina Generale o di Specialisti ambulatoriali e ospedalieri, come anche dei Geriatri o della rete delle Cure palliative. La lista d’attesa sarà unica per tutti gli Ospedali di Comunità e metropolitana, cercando di dare priorità alla struttura più vicina al domicilio. La struttura sarà operativa H24, 7 giorni su 7, con una presenza del Medico di Ruolo Unico di Assistenza Primaria fra le 4,5 e le 6 ore al giorno, dal lunedì al sabato, e il coordinamento del Dipartimento di Integrazione dell’Azienda USL. In tutti i giorni e le ore restanti sono comunque sempre attive la reperibilità medica, l’integrazione con la Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica), e la presenza infermieristica e assistenziale. Inoltre, è prevista la presenza attiva dei fisioterapisti che contribuiscono, insieme al team, alla valutazione del paziente in ingresso, collaborando alla stesura del percorso clinico-assistenziale e fornendo il proprio supporto, in caso di necessità specifiche.
“Siamo orgogliosi di presentare ai cittadini un servizio inedito – commenta Anna Maria Petrini, Direttrice Generale dell’Azienda USL – e pensato sui bisogni di salute dei più fragili e di tutti coloro che hanno, oltre a bisogni clinici, anche esigenze socio-assistenziali. Inoltre, inauguriamo una realtà dove i protagonisti della cura sono i Medici di Ruolo Unico e il personale assistenziale, una conferma della centralità della relazione e della presa in carico di prossimità, della medicina territoriale e delle cure primarie”.
Integrazione con la rete socio-assistenziale
Nell’Ospedale di Comunità è presente un assistente sociale dell’Azienda USL un giorno a settimana, che contribuisce anche alla stesura dei progetti di dimissione e può effettuare segnalazione di cittadini, finalizzata alla presa in carico da parte dei Servizi Sociali Territoriali. Con un’attenzione anche ai caregiver: ad esempio supporta, facilita e accompagna i familiari e la persona all’eventuale passaggio ai servizi territoriali competenti.
Una figura determinante che conferma l’integrazione fra bisogni di salute e sociali, nell’approccio che vede nell’Ospedale di Comunità un ulteriore anello di congiunzione tra i pazienti e le loro famiglie nell’indicazione dei servizi più idonei rispetto alle loro esigenze, nel supporto nell’accesso a questi servizi e nella garanzia di una presa in carico complessiva.
“L’Ospedale di Comunità di via Palagi – aggiungono il Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e L’Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Massimo Fabi – si inserisce nel nuovo modello organizzativo definito dall’accordo integrativo regionale con la medicina generale, che punta alla costruzione di una rete territoriale capillare composta da Case della Comunità, ambulatori Aft, cure intermedie e servizi specialistici integrati. Oggi la sanità pubblica è chiamata ad affrontare nuove sfide e a costruire risposte sempre più adeguate ai cambiamenti demografici e ai bisogni di salute della popolazione. Per questo è fondamentale sviluppare servizi capaci di mettere realmente al centro la persona, rafforzando la prossimità, la continuità assistenziale e la qualità della cura, a partire dai più fragili, come valori fondanti del sistema sanitario pubblico”.
“L’apertura del primo Ospedale di Comunità della città di Bologna rappresenta un ulteriore importante investimento verso una sanità sempre più vicina alle persone. – è il commento di Matteo Lepore, Sindaco della Città di Bologna – Investire sulla prossimità significa prendersi cura dei cittadini più fragili nel modo più appropriato, rafforzando il legame tra assistenza sanitaria, servizi territoriali e dimensione sociale. Questa struttura è il risultato di una collaborazione importante tra istituzioni, professionisti e sistema sanitario pubblico, e dimostra come le risorse del PNRR possano tradursi in servizi innovativi e utili per la comunità. – prosegue Lepore – Dopo la recente inaugurazione della Casa della Comunità Mengoli e la prossima apertura della Casa della Comunità Savena, con questo nuovo investimento Bologna continua a costruire un modello di welfare territoriale capace di rispondere alle sfide dell’invecchiamento, della cronicità e della fragilità con qualità, integrazione e umanità”.
“L’apertura del primo Ospedale di Comunità a Bologna rappresenta un passaggio importante nel rafforzamento della sanità territoriale – commenta Marilena Pillati, Vicepresidente della CTSSM di Bologna – e nella costruzione di una rete di servizi sempre più corrispondente ai bisogni di salute dei cittadini che, come CTSSM, stiamo portando avanti con determinazione e convinzione su tutto il territorio metropolitano. La struttura di via Palagi va proprio in questa direzione: offrire un luogo di cura che completi la rete assistenziale, favorendo la continuità della cura, consentendo le dimissioni ospedaliere e il rientro al domicilio, riducendo il ricorso ai servizi di emergenza. È un investimento concreto sulla prossimità, sulla appropriatezza e sull’integrazione”.
“L’interconnessione tra ospedale e territorio è ormai imprescindibile per garantire ai cittadini una presa in carico adeguata ai bisogni sanitari e socio-sanitari. – commenta Chiara Gibertoni, Direttrice Generale Policlinico di Sant’Orsola IRCCS – Gli ospedali di comunità, così come sono stati immaginati, possono rafforzare concretamente questa rete, favorendo percorsi di cura più appropriati, vicini alle persone e costruiti sui reali bisogni di salute e assistenza. È un modello che valorizza tutti i livelli dell’assistenza e che aiuta il sistema a utilizzare al meglio le risorse, nell’ottica comune di offrire ai cittadini il servizio più adatto e di qualità”.
Il nuovo Ospedale di Comunità di Palagi: un investimento con fondi PNRR Missione 6 per 2,3 milioni di euro
I lavori di ristrutturazione, conclusi nei tempi previsti, hanno riguardato 800 mq della struttura, con un investimento pari a 2,3 milioni di euro, di cui 2,05 milioni da fondi PNRR (in particolare la Missione M6.C1 – 1.3. Rafforzamento dell’assistenza sanitaria intermedia e delle sue strutture), 206.000 euro di fondi ministeriali (MEF) e circa 35.000 euro di fondi aziendali.
La struttura conta 18 posti letto, in camere doppie (8) e singole (2), dotate di tutti i servizi e comfort, per una gestione delle fragilità vicina ai cittadini, la riduzione degli accessi impropri ai Pronto Soccorso e la promozione della continuità assistenziale di prossimità. All’interno operano i Medici di Ruolo Unico di Assistenza Primaria, 7 infermieri, 9 operatori socio-sanitari e 2 fisioterapisti.
È stata predisposta una formazione specifica per tutto il personale: un percorso che prevede formazione a distanza, residenziale e training sul campo.
Rispetto al minimo di ore previste per presenza clinica nella normativa nazionale, ovvero 4,5 ore diurne, l’Azienda Usl di Bologna garantirà una presenza clinica fra le 4,5 e le 6 ore diurne, dal lunedì al sabato. In tutte le ore restanti è comunque sempre attivo un sistema di reperibilità, di integrazione con la continuità assistenziale, nonché la costante presenza del personale assistenziale. H24, 7 giorni su 7.
L’Ospedale di Comunità ha a disposizione percorsi per eventuali approfondimenti diagnostici di base e tecnologie per la telemedicina, integrandosi nel piano di digitalizzazione dei processi e della gestione integrata delle cure. Grazie alla collaborazione tra professionisti sanitari, istituzioni e comunità, la struttura promuove prossimità e equità di accesso.
Oltre agli spazi per le degenze e agli studi medici e di servizio, grazie al finanziamento PNRR sono stati realizzati un locale dedicato ad attività motorie dei pazienti presenti nella struttura e una sala relax e di condivisione, per creare spazi quanto più simili a quelli vissuti al domicilio.
Complessivamente il territorio dell’Azienda USL di Bologna erogherà servizi di cure primarie, intermedie e specialistiche attraverso una rete di Ambulatori AFT, Case della Comunità Hub e Spoke e Ospedali di Comunità. Oltre agli ospedali e ai presidi già attivi sul territorio.









