Oltre 46 mila iscritti in dieci anni, quasi 2.700 gruppi di livello attivati, più di 14 mila percorsi conclusi con esito positivo e un protocollo d’intesa, in via di approvazione, per rafforzare i percorsi integrati di italiano L2 rivolti ad adulti con background migratorio. Sono alcuni dei numeri che raccontano il Cpia di Modena, il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti, che compie dieci anni di attività confermandosi presidio educativo, sociale e culturale per l’inclusione, la formazione permanente e l’apprendimento della lingua italiana.
Il ruolo decennale della struttura, tra passato, presente e futuro, sarà approfondito sabato 9 maggio, dalle ore 9, nella sede di viale Monte Kosica 76, con una mattinata dal titolo “10 anni di istruzione e inclusione”. Il programma dell’iniziativa è stato presentato in conferenza stampa giovedì 7 maggio, alla presenza della vicesindaca Francesca Maletti, dell’assessora alle Politiche educative Federica Venturelli, del dirigente scolastico del Cpia Modena Luigi Vaccari e di Irene Baraldi, delegata del sindaco per Pace, Europa, Cooperazione internazionale, diritti umani, dialogo interculturale e religioso.
“Per ciascun cittadino presente nel territorio l’Amministrazione si pone l’obiettivo di garantire un percorso orientato all’integrazione che tenga conto di aspirazioni ed eventuali fragilità, nel quale la formazione gioca un ruolo essenziale – le parole della vicesindaca Francesca Maletti – Il Cpia è diventato negli anni un pilastro del sistema formativo modenese e un fondamentale alleato a supporto del nostro lavoro sul territorio, inserendosi nel solco dell’attenzione al benessere individuale e collettivo della comunità: apprendere la lingua italiana è, infatti, il primo strumento per potersi integrare e conoscere la nostra città”.
“Il Cpia rappresenta un presidio fondamentale per una città che vuole essere attrattiva per i lavoratori, inclusiva e capace di accompagnare le persone nei percorsi di crescita, autonomia e cittadinanza – sottolinea l’assessora Venturelli –. In questi dieci anni ha offerto opportunità formative a migliaia di adulti, giovani e persone con storie diverse, contribuendo a costruire competenze, legami e partecipazione. Celebrare questo anniversario significa riconoscere il valore dell’istruzione come diritto ma soprattutto come grande strumento di mobilità sociale e di opportunità e, in un territorio produttivo come il nostro che vede nel lavoro un elemento identitario, il Cpia assume ancora di più un ruolo cruciale”.
La mattinata di sabato 9 prevede i saluti istituzionali del dirigente Vaccari e dell’assessora Venturelli e, a seguire, gli interventi di Emilio Porcaro, presidente della rete Ridap, Rete italiana istruzione degli adulti, e di Irene Baraldi. Alle 11 è prevista una sessione culturale e musicale con la proiezione del film “Voci che attraversano il mondo. Storie e racconti tra i banchi di scuola: oltre trent’anni di corsi di lingua e cultura italiana a Modena” e l’esibizione del Coro Voci del mondo. Al termine è previsto un rinfresco per tutti i partecipanti.
Fondato ufficialmente nel 2014, in seguito alla riforma del sistema di istruzione per adulti, il Cpia ha saputo trasformarsi in un’istituzione scolastica autonoma di riferimento per l’intera provincia, rappresentando non una semplice “scuola serale”, ma un pilastro fondamentale del sistema formativo modenese. “Parliamo di un hub per l’apprendimento permanente – evidenzia il dirigente Vaccari – la cui missione principale è garantire il diritto alla formazione durante tutto l’arco della vita, rivolgendosi a cittadini stranieri che necessitano di apprendere la lingua italiana, per favorire l’integrazione lavorativa, a giovani adulti (dai 16 anni) che hanno abbandonato precocemente gli studi e desiderano conseguire la licenza media o il diploma, ad adulti in cerca di riqualificazione professionale o digitale, a persone fragili, con interventi attivi anche all’interno degli istituti di pena”.
Il protocollo in via di approvazione, tra Comune di Modena, Cpia 1 Modena e alcuni soggetti appartenenti al Tavolo Lingua cittadino, si inserisce proprio in questo percorso di consolidamento della rete territoriale per l’inclusione linguistica e sociale. L’accordo aggiorna e rinnova una precedente intesa, introducendo modalità operative più strutturate e valorizzando il lavoro condiviso tra il Cpia e i soggetti del Tavolo Lingua coordinato dal Comune nell’ambito del programma Modena Città Interculturale. Tra i firmatari figurano Porta Aperta, Caritas diocesana con la Scuola Penny Wirton, la Parrocchia di San Giovanni Apostolo ed Evangelista, Officina Progetto Windsor, le cooperative L’Angolo e Caleidos. Il protocollo punta a costruire un sistema coordinato per l’apprendimento dell’italiano L2, prevedendo anche il riconoscimento da parte del Cpia di una parte delle ore frequentate presso le associazioni aderenti, all’interno di percorsi condivisi e integrati.
Nel corso del decennio il Cpia ha saputo consolidarsi come punto di riferimento per il territorio, lavorando in rete con enti locali, servizi sociali, associazioni e realtà del terzo settore, contribuendo in modo significativo al contrasto della marginalità e alla promozione dell’integrazione. Un ruolo che emerge anche dai dati: dagli oltre 4.500 iscritti del primo anno scolastico si è arrivati a superare i 5.700 iscritti nel 2025/2026, con una crescita complessiva che, dopo la flessione legata alla pandemia, ha ripreso slancio negli ultimi anni.
Parallelamente è aumentata anche la complessità e la strutturazione dell’offerta formativa: i gruppi di livello attivati sono passati da 241 nel 2016/2017 a quasi 300 negli anni più recenti, mentre le iscrizioni ai percorsi hanno superato stabilmente quota 5 mila annue. Significativo anche il numero di esiti positivi, che testimonia l’efficacia dei percorsi formativi e la capacità del centro di accompagnare gli studenti fino al raggiungimento degli obiettivi.
Un’evoluzione che riguarda anche gli strumenti educativi: negli ultimi anni si è rafforzato il sistema dei patti formativi individuali, elemento centrale per personalizzare i percorsi e valorizzare le competenze pregresse degli studenti, in un’ottica di apprendimento permanente









