In merito alle polemiche sollevate sull’iniziativa promossa dall’ITI Fermi di Modena, relativa a un incontro rivolto alle classi seconde sul tema “Identità e fede islamica”, la UIL Scuola Modena ribadisce con convinzione che sulle scelte didattiche e sull’offerta formativa decidono gli organi collegiali della scuola, non la politica.
Il progetto contestato, come chiarito dal dirigente scolastico, ha seguito il regolare iter previsto dall’ordinamento ed è stato approvato nelle sedi competenti. La scuola, quindi, ha agito nell’ambito della propria autonomia, nel rispetto delle regole e delle prerogative degli organi collegiali.
È grave che con ingerenza si pretenda di entrare nel merito di attività educative deliberate da Collegio dei docenti, Consiglio di istituto e Consigli di classe. La scuola autonoma deve stare fuori dallo scontro politico e/o ideologico.
“La politica farebbe bene a occuparsi delle vere emergenze della scuola, non delle scelte didattiche assunte legittimamente dagli organi collegiali”, dichiara Dario Catapano, responsabile territoriale UIL Scuola Modena. “Mentre si alza il polverone su un percorso culturale deliberato in modo legittimo, le scuole hanno organici ridotti, con alunni senza insegnante di sostegno per mesi, con personale comunque costretto – per spirito di responsabilità – a garantire il regolare svolgimento delle lezioni, con edifici che troppo spesso non possiedono neanche gli standard adeguati di sicurezza e con il personale ATA ormai con organico insufficiente”.
“La scuola – prosegue Catapano – elargisce conoscenza, prepara menti libere e critiche ed educa al al rispetto. Studiare le differenze culturali e religiose forma i cittadini del futuro, consapevoli, capaci di vivere in una società pluralista, pacifica e tollerante”.
L’Italia è uno Stato laico e la Costituzione tutela la libertà religiosa senza distinzioni riconoscendo a tutti “il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa, in forma individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne il culto, in privato o in pubblico, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.” È questo il quadro di valori che la scuola statale è chiamata a trasmettere ogni giorno: convivenza civile, integrazione e pluralismo, nel rispetto dei principi costituzionali.
L’autonomia scolastica deve essere garantita, rispettata e tutelata.
“Impartire lezioni alla scuola, significa comprimerla svilendo il ruolo degli educatori che, invece, regolano i tempi dell’insegnamento e delle attività nel modo più adeguato al tipo di studi e ai ritmi di apprendimento dei propri alunni”.
“Lasciate che la scuola faccia la scuola”, conclude.









