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L’intelligenza artificiale non elimina il lavoro, lo trasforma e ci costringe a diventare migliori

Gli esperti Frattesi e Colasanti hanno fatto il punto sull’utilizzo dell’AI nel corso di una conferenza organizzata dal Lions Club Reggio Emilia La Guglia-Matilde di Canossa

dr. Alberico Colasante – Ing. Mauro Frattesi

L’intelligenza artificiale è una minaccia o un’opportunità? E’ con questa domanda che si è aperta la conferenza, tenuta nei giorni scorsi, presso l’Aula Magna “Pietro Manodori” dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che ha avuto come protagonisti l’ingegner Mauro Frattesi, manager internazionale con lunga esperienza nei settori industriali ad alta tecnologia, e il dottor Alberico Colasante, consulente fiscale, aziendale e del lavoro.

Con un linguaggio accessibile, davanti a un’affollata platea, gli esperti hanno trattato i principali temi legati all’intelligenza artificiale: dalle applicazioni già presenti nella vita di tutti i giorni ai cambiamenti in atto nel mondo del lavoro, fino alle prospettive future, fornendo strumenti concreti per comprendere le nuove tecnologie che stanno incidendo profondamente nel lavoro e nella vita quotidiana.

“L’intelligenza artificiale rappresenta un nuovo modo di imparare. Può aiutarci a trovare velocemente soluzioni differenti, ma non può pensare al posto dell’uomo: per passare dalla conoscenza alla comprensione occorre la rielaborazione della mente umana. Il problema, quindi, non è che le macchine pensino, ma che smettiamo di farlo noi” ha esordito l’ingegner Frattesi.

Nel futuro non basterà sapere, ma sarà sempre più necessario saper verificare. L’uso passivo dell’intelligenza artificiale, infatti non può essere una scorciatoia verso la conoscenza.

Secondo un recente studio realizzato da Sloan School of Management del MIT (Massachusetts Institute of Technology – USA), nel 2030, in tutto il mondo, grazie all’intelligenza artificiale saranno creati 170milioni nuovi posti di lavoro a fronte di una perdita di 92 milioni di posti, con un saldo positivo di 78 milioni di attivi.

L’intelligenza artificiale non elimina il lavoro, lo trasforma e ci costringe a diventare migliori, sviluppando in particolare tre competenze: lucidità, curiosità, umanità – ha sottolineato il dottor Colasante – così come sarà necessario imparare a fare le giuste domande all’AI: la qualità della risposta dipende dalla qualità della domanda”.

Quindi, rivolgendosi agli oltre duecento studenti dell’Istituto tecnico economico Scaruffi Levi Tricolore, dell’Istituto Superiore Liceale Matilde di Canossa e del Liceo artistico Gaetano Chierici presenti alla conferenza, l’ingegner Frattesi e il dottor Colasante hanno spiegato che per essere protagonisti del futuro occorre essere capaci di dare un senso alla moltitudine di dati di cui oggi disponiamo: “sapere non basterà, bisognerà saper verificare: vince non chi avrà più dati, ma chi saprà interpretarli meglio”.

In conclusione, il futuro non appartiene a chi saprà usare meglio l’intelligenza artificiale, ma a chi saprà restare curioso, critico e allo stesso tempo umano.

L’iniziativa, presieduta dalla presidente del Lions Club Reggio Emilia La Guglia-Matilde di Canossa Mariella Pimpini e dal past governatore Patrizia Campari, è stata organizzata dal club nell’ambito delle attività di promozione di progetti educativi rivolti alle nuove generazioni.

















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