Il Comune di Reggio Emilia intende dotarsi di un Piano per l’Equità per ridurre le disuguaglianze garantendo pari opportunità, accesso ai servizi e trattamenti equi.
Formazione e trasversalità, equità nell’accesso ai servizi e garanzia dei diritti, comunicazione, cultura, educazione, partecipazione e abitare sono gli ambiti in cui il Piano si muoverà per promuovere il passaggio dall’uguaglianza all’equità. Il percorso per la redazione del Piano vede il coinvolgimento di servizi comunali, associazioni, enti del terzo settore, fondazioni e altre istituzioni cittadine. Dopo l’approvazione da parte della Giunta, prevista per le prossime settimane e il passaggio in Commissione consiliare, a maggio, mese europeo della diversità, il Piano potrà infine essere sottoposto al Consiglio comunale.
Il Piano per l’Equità rientra tra le azioni sostenute dal progetto europeo Cities, che negli ultimi due anni ha visto Reggio Emilia, ente capofila, lavorare affianco a quattro città italiane e due europee insieme a Unimore e all’associazione Mondinsieme. La Commissione europea ha infatti comunicato la proroga al progetto al fine di accompagnare le azioni presentate nelle ultime settimane a Bruxelles. Tra le azioni previste, oltre al Piano per l’Equità, anche la creazione di un team di lavoro Inter-servizi e il rinnovo del Servizio di ascolto e supporto alle vittime di discriminazione, lo Sportello antirazzista, in linea con la Strategia EU e con il Piano nazionale contro il razzismo che impegna gli enti locali a rafforzare le reti territoriali a livello locale.
L’attività del Servizio di ascolto, affidata alla cooperativa Dimora di Abramo, è quindi prorogata al 31 dicembre grazie a risorse comprese nel budget di progetto, come confermato nell’atto di proroga arrivato in concomitanza con la “Settimana di azione contro il razzismo” indetta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri dal 14 al 22 marzo. La “Settimana di azione contro il razzismo” vede anche nel nostro territorio diverse iniziative promosse da istituzioni e organizzazioni della società civile, tra queste, l’incontro con Nadeesha Uyangoda in dialogo con Fouzia Tnatni per la presentazione di “Acqua sporca” (Einaudi editori) il 22 marzo alle ore 11 al Ridotto del Teatro Valli.
Alla co-progettazione dello Sportello parteciperà il gruppo di lavoro Inter-Servizi che nascerà nelle prossime settimane e sarà composto da personale delle diverse aree dell’Amministrazione comunale e di alcune partecipate, formato su profili antidiscriminatori e interculturali. L’obiettivo del gruppo di lavoro sarà rendere intersezionali le politiche antidiscriminatorie dell’Ente cercando di uniformare politiche e interventi di tutela, mettendo a sistema le competenze interne ed esterne all’ente collegate alle politiche di pari opportunità, convivenza delle differenze e contrasto alle discriminazioni. Il gruppo lavorerà quindi in diretto contatto con lo Sportello che raccoglie le segnalazioni di discriminazione riconosciute dalla legge italiana, cioè quelle basate su il genere, l’origine o appartenenza culturale, il credo, l’orientamento sessuale, l’età, la disabilità.
Secondo le norme, inoltre, le discriminazioni sono classificate in Dirette (caratterizzate dall’intento di discriminare una persona o un gruppo) e Indirette. Tra le discriminazioni Indirette rientrano quelle che si verificano a livello delle istituzioni quando le regole, la prassi e le procedure interne adottate da una Pubblica amministrazione rischiano di svantaggiare sistematicamente individui o gruppi. Anche se non dipendono dalla volontà degli individui, in termini normativi restano atti discriminatori, spesso invisibili ai più, perché sono disposizioni apparentemente neutrali – non nate o attuate per discriminare – che producono però effetti di svantaggio su taluni.


