HomeBassa modeneseCardiopatie congenite, l'11 marzo a San Possidonio l’incontro con il cardiologo Gabriele...





Cardiopatie congenite, l’11 marzo a San Possidonio l’incontro con il cardiologo Gabriele Bronzetti e Piccoli Grandi Cuori

Il dott. Gabriele Bronzetti assieme alle volontarie di Piccoli Grandi Cuori

Le cardiopatie congenite rappresentano il 40% delle malformazioni neonatali, in Italia colpiscono circa 1 bambino su 100: una statistica che nasconde tantissime storie fatte di coraggio, attesa e una cura che dura per tutta la vita. Per accendere un faro su questa realtà l’associazione Piccoli Grandi Cuori partecipa a un appuntamento speciale di riflessione e condivisione.

Mercoledì 11 marzo alle ore 19:00 la Biblioteca Comunale “Irene Bernardini” di San Possidonio (Via Focherini, 3) ospita la presentazione del libro “Nel cuore degli altri. Quando arte, musica, letteratura e cinema aiutano a raccontare la medicina” (Aboca Edizioni), scritto dal dott. Gabriele Bronzetti cardiologo presso l’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola a Bologna, dove si occupa, in particolare, di cardiopatie congenite e dell’età evolutiva. L’iniziativa, organizzata dal Comune di San Possidonio, vedrà la partecipazione attiva dell’associazione Piccoli Grandi Cuori con l’obiettivo di far conoscere al territorio un’associazione che dal 1997 sostiene bambini, adolescenti e giovani adulti cardiopatici congeniti (e familiari) con servizi gratuiti di supporto psicologico, sociale e socioassistenziale e accoglienza. A moderare la serata sarà la voce di Greta Bortolotti, speaker di Radio Pico, che dialogherà con l’autore del libro esplorando il legame profondo tra la precisione della clinica e la fragilità delle emozioni. Al termine dell’incontro sarà offerto un piccolo buffet a cura dell’associazione Un Piccolo Passo che partecipa all’organizzazione della serata. L’evento fa parte della rassegna “Parole e pagine – voci di Carta” organizzato dalla Biblioteca Comune Irene Bernardini di San Possidonio. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Nel suo libro, Bronzetti attraversa il cuore – organo fisico e simbolico – raccontandone la complessità attraverso arte, musica, letteratura e cinema. Con uno stile ironico e colto, l’autore mostra come le storie possano diventare un ponte tra sapere medico ed esperienza umana. “Il cuore è un barista che shakera e versa sangue come un pazzo. Il cervello è il suo cliente più impaziente, uno che se ne va dopo pochi minuti se non viene servito con la gittata sistolica da cento millilitri di un Martini o di un Bloody Mary, in un calice o in un tumbler medio. Settanta volte al minuto, ventiquattro ore al giorno, trecentosessantacinque giorni all’anno, una vita. Miliardi di bicchieri. Il cuore è un bartender di Manhattan che non dorme mai.”

La voce dei pazienti: una cura che dura una vita intera
Attraverso la raccolta di testimonianze l’associazione Piccoli Grandi Cuori dà voce a chi affronta un percorso di cura che dura per tutta la vita. “Scrivere e raccontare di queste storie significa mostrare che dietro una diagnosi c’è una vita intera da proteggere”, spiega Paola Montanari, presidente dell’associazione. “Le cardiopatie congenite richiedono un’assistenza e un supporto che evolvono con il crescere del bambino, che oggi grazie ai progressi della medicina può diventare adolescente e poi adulto. Noi siamo al fianco di questi pazienti e di tutti i loro familiari: mentre la medicina “ripara” il cuore, ci prendiamo cura della vita che gli batte intorno. Trent’anni fa ho toccato personalmente con mano il dolore e la disperazione di un figlio nato con una malattia e quando mi sono trovata in Ospedale insieme a mia figlia non esistevano supporto psicologico, socio assistenziale e accoglienza: ho cercato di trasformare questa esperienza in energia positiva. Oggi l’associazione mette a disposizione psicologi e assistenti sociali, professionisti che lavorano insieme al personale medico sanitario per affiancare al percorso clinico del cardiopatico anche un percorso di accoglienza e sostegno affinché la presa in carico sia globale. Essere a San Possidonio oggi serve a ricordare che la consapevolezza della comunità è parte integrante del processo di cura. Ringrazio il Comune per la sensibilità e l’attenzione mostrate”.

















Ultime notizie