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Agricoltura, l’assessore Mammi scrive al Governo per chiedere di utilizzare eventuali residui del Pnrr e finanziare progetti già presentati inseriti nelle graduatorie regionali

Utilizzare eventuali risorse residue del Piano nazionale di ripresa e resilienza per finanziare progetti già presentati dalle imprese agricole e agroalimentari, valutati e inseriti in graduatoria dei bandi regionali dello sviluppo rurale, a oggi non finanziabili per esaurimento dei fondi disponibili.

È la proposta avanzata dalla Regione Emilia-Romagna al Governo con una lettera dell’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, indirizzata al ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e al ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti.

Nel Complemento di sviluppo rurale 2023-2027 la Regione ha messo a bando complessivamente 135,4 milioni di euro su diverse misure dedicate agli investimenti produttivi per la competitività delle aziende agricole, ai giovani imprenditori, al benessere animale, alla prevenzione dei danni da calamità naturali e alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti agroalimentari. A fronte di queste risorse sono arrivate domande per 463,3 milioni di euro, quasi quattro volte superiori alla disponibilità finanziaria.

Nel frattempo, per sostenere un numero maggiore di imprese la Regione ha proposto una rimodulazione delle risorse disponibili, nell’ambito del Piano strategico nazionale della Pac, per destinare fondi a un ulteriore scorrimento delle graduatorie dei bandi più richiesti: 22 milioni di euro per rafforzare gli interventi destinati ai giovani agricoltori, 11,8 milioni per il benessere animale, 4,8 milioni per la prevenzione dei danni causati dagli eventi climatici estremi, 1,7 milioni per il rafforzamento dei servizi di consulenza e 18,9 milioni per il sostegno alle aziende che operano nelle aree montane e nei territori con svantaggi naturali, con l’obiettivo di garantire continuità produttiva, presidio del territorio e sviluppo equilibrato delle aree rurali.

“Abbiamo registrato una forte capacità progettuale e una grande volontà di investire da parte del nostro sistema agricolo e agroalimentare- afferma l’assessore Mammi-. Parliamo di interventi che riguardano innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale, ammodernamento strutturale, integrazione di filiera ed energie rinnovabili. Progetti già presentati, che oggi restano non finanziati esclusivamente per insufficienza di risorse. Noi nel frattempo abbiamo rimodulato le risorse per aumentare lo scorrimento graduatorie, mettendo a disposizione altri 60 milioni di euro”.

Da qui la richiesta al Governo di valutare la possibilità di destinare eventuali residui del Pnrr allo scorrimento delle graduatorie regionali già approvate, consentendo di finanziare interventi pronti a essere ‘messi a terra’, in Emilia-Romagna come in altre regioni d’Italia.

“Abbiamo progetti già presentati attraverso i bandi dello Sviluppo rurale, oggi non finanziabili perché le risorse non sono sufficienti. Sarebbe una scelta concreta e responsabile, già attuata da parte del Governo per i contratti di filiera – prosegue l’assessore- che permetterebbe di utilizzare pienamente le risorse europee disponibili e, allo stesso tempo, di sostenere la competitività delle imprese in una fase complessa segnata dagli effetti dei cambiamenti climatici, dall’aumento dei costi di produzione e da una competizione internazionale sempre più intensa. Una decisione che rafforzerebbe l’intero sistema agroalimentare italiano e darebbe una risposta tempestiva. È positiva- aggiunge Mammi- la decisione del Governo di scorrere le graduatorie nazionali dei contratti di filiera, una scelta che va nella direzione di sostenere investimenti concreti. Riteniamo che anche questa proposta possa rappresentare una boccata d’ossigeno per le imprese e contribuire a utilizzare fino all’ultimo euro le risorse europee disponibili, dimostrando la capacità del sistema Paese di trasformare fondi già assegnati in sviluppo reale”.

















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