L’avvio del 2026 continua ad essere segnato da una flessione del numero dei nuovi contratti, che le imprese della provincia di Parma intendono attivare.
Dopo il -1,3% di gennaio, infatti, anche per il trimestre febbraio-aprile i valori appaiono in evidente calo, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Alla fine del trimestre, secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia su dati Excelsior, si dovrebbe registrare una diminuzione del 7,2%, con un picco del -8,6% proprio nel corrente mese di febbraio.
La previsione mensile, in sostanza, indica le attivazioni di nuovi contratti a quota 3.820, vale a dire 360 in meno rispetto al febbraio 2025, con un netto appesantimento rispetto allo scorso mese di gennaio, quando il valore era sceso di 70 unità.
Le elaborazioni camerali relative a febbraio individuano il calo più pesante a carico del comparto dei servizi, che assorbirà il 55,0% dei nuovi contratti e destinato a segnare una flessione del 12,5%, con 2.100 attivazioni e un calo di 300 unità, rispetto allo stesso mese del 2025.
Tra i singoli comparti, i servizi alle imprese prevedono di attivare 840 nuovi contratti, 450 il commercio, 440 le attività di alloggio e ristorazione e 380 i servizi alla persona.
Rispetto al pesante andamento dei servizi, appare molto più contenuto il calo previsto per l’industria, che potrebbe corrispondere ad un -3,7%, con 1.560 contratti (60 in meno rispetto a un anno fa): 1.210 attivazioni riguarderanno il manifatturiero e public utilities, mentre saranno 350 quelle delle costruzioni.
Di segno opposto – seppure su valori assai più contenuti – le previsioni di febbraio per il primario: 160 nuovi contratti, con un aumento di 10 unità (+6,7%).
Come anticipato, nel corso del trimestre febbraio-aprile 2026 è poi previsto un rallentamento della flessione delle nuove attivazioni, che dovrebbero passare dalle 12.820 del 2025 a 11.900, con un -7,2%.
Anche in quest’arco di tempo saranno i servizi a scontare il calo maggiore con 670 nuovi contratti in meno, per un totale di 6.710 e una diminuzione del 9,1%.
L’industria, invece, è prevista in calo di 160 unità (-3,3%), con un totale di 4.700 attivazioni. Infine, anche il primario, su base trimestrale, potrebbe cedere il 16,9%, con 490 nuovi contratti (100 in meno rispetto allo scorso anno).
Ad attivare nuovi contratti nel mese di febbraio è orientato il 18,0% delle imprese parmensi, che nel 66,0% dei casi richiedono ai candidati un’esperienza già maturata. Il numero dei contratti stabili sarà pari al 27,0% (tempo indeterminato o apprendistato); per il 73,0%, invece, si tratterà di contratti a termine (tempo determinato o altri contratti con durata predefinita).
Ai giovani è riservata una quota del 31,2% del totale dei nuovi contratti, e i lavoratori under 30 sono particolarmente richiesti in ambito dirigenziale nei ruoli di tecnici delle attività finanziarie ed assicurative (76,2% dei contratti), tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni (47,7%) e tecnici della distribuzione commerciale (42,3%). Tra i giovani impiegati, invece, prevalgono gli addetti alle vendite (48,7%), gli addetti alla segreteria e affari generali (48,1%) ed esercenti addetti in attività di ristorazione (45,5%). A completamento del quadro di reclutamento giovanile, spiccano, tra gli operai specializzati, gli addetti alle rifiniture delle costruzioni (50,0%), gli operai specializzati in installazione/manutenzione di attrezzature elettriche/elettroniche (43,5%) e gli addetti specializzati nelle costruzioni e mantenimento di strutture edili (35,6%).
Anche a febbraio 2026, resta alta la quota di aziende parmensi (49,3%), che ritengono di non riuscire a coprire i loro fabbisogni di risorse umane, per motivi legati alla mancanza di candidati (30,2% dei casi) e all’inadeguatezza e impreparazione degli stessi (14,0%). Tra i ruoli dirigenziali, potrebbero essere di non facile reperimento gli specialisti nelle scienze della vita (85,7% dei contratti richiesti), i tecnici della salute (83,1%) e i tecnici in campo ingegneristico (71,9%). Le difficoltà di reperimento tra i ruoli impiegatizi, invece, riguarderanno il 67,9% delle attivazioni richieste degli operatori della cura estetica, i professionisti qualificati nei servizi personali (64,1%) e gli esercenti addetti nelle attività di ristorazione (43,9%). Si prevedono alte percentuali di scopertura anche tra gli operai specializzati, tra i quali potrebbe mancare l’86,2% di quelli addetti alle rifiniture delle costruzioni, il 68,5% dei conduttori di veicoli a motore e a trazione animale e il 67,4% degli addetti a macchinari fissi per l’industria alimentare.
L’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea.


