In riferimento all’agenzia di stampa relativa allo stato di agitazione proclamato dalle organizzazioni sindacali presso l’Ospedale di Bentivoglio, l’Azienda USL di Bologna ritiene necessario integrare ulteriormente quanto già precisato, fornendo elementi oggettivi sul piano organizzativo e sulle azioni intraprese.
Ribadiamo con chiarezza che sostenere che l’Ospedale non sia in grado di garantire ai cittadini un’adeguata qualità delle cure è un’affermazione priva di fondamento e suscettibile di generare un allarme ingiustificato nella comunità. Il presidio continua ad assicurare assistenza appropriata, sicura e professionale, grazie al lavoro quotidiano dei propri operatori.
È noto che la difficoltà di reperimento di personale sanitario e assistenziale rappresenta una criticità nazionale. Anche il territorio bolognese si confronta con questo scenario. Ciò premesso, è importante chiarire che la dotazione organica dell’Ospedale di Bentivoglio è conservata: non risultano posti vacanti in organico. Le attuali criticità sono legate ad assenze a vario titolo – tra cui gravidanze e malattie di lunga durata – che interessano sia personale infermieristico sia operatori socio-sanitari (OSS).
Proprio per far fronte a queste situazioni, l’Azienda ha attivato molteplici strumenti:
A dicembre 2025 si sono chiusi i termini del concorso pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato di infermieri, avviato non appena si sono avute certezze sulle date di laurea. Pur non essendosi ancora espletate le prove, tutti gli ammessi sono già stati invitati a esprimere la propria disponibilità all’assunzione entro i primi giorni di marzo, così da accelerare al massimo i tempi di inserimento.
Sono in corso le acquisizioni di due operatori socio-sanitari come anticipo di turn over e di due unità infermieristiche per le aree di degenza, sempre a fronte di turn over.
Per le assenze del personale OSS sono stati attivati due contratti in somministrazione dedicati alla struttura di Bentivoglio.
In presenza di turni aggiuntivi si è fatto ricorso, ove necessario, al lavoro straordinario o a prestazioni aggiuntive, tutelando al contempo – nei limiti del possibile – il diritto degli operatori alla fruizione di congedi ordinari.
Sono state inoltre ricercate soluzioni attraverso il lavoro in somministrazione e forme di gestione integrata delle risorse all’interno del presidio, senza far venir meno la qualità assistenziale.
Va inoltre segnalato che, alla fine del mese di gennaio, sono stati emessi alcuni giudizi di limitazione alla mansione che hanno reso necessaria una rilettura dei turni di lavoro già programmati, con un conseguente ulteriore sforzo organizzativo.
Sul fronte della pianificazione delle risorse umane legate agli standard territoriali previsti dal PNRR, è stata predisposta un’analisi dettagliata dei fabbisogni, con un piano di inserimenti progressivi coerente con la tempistica di realizzazione degli interventi nei diversi ambiti distrettuali.
Per quanto riguarda il tema della raggiungibilità della struttura, la Direzione ha già avviato interlocuzioni con le amministrazioni locali per verificare possibili azioni di miglioramento dell’accessibilità al presidio.
L’Azienda USL di Bologna conferma la propria disponibilità al confronto con le organizzazioni sindacali, anche nella sede istituzionale già prevista. Tuttavia, una narrazione che prospetta scenari di irreversibile declino o addirittura di chiusura dei servizi non trova riscontro nei dati oggettivi né nell’impegno messo in campo.
Senza alcun trionfalismo, ma con senso di responsabilità, l’Azienda continuerà a percorrere tutte le strade possibili per rafforzare gli organici e garantire ai cittadini standard assistenziali adeguati, in un contesto complesso che richiede equilibrio, concretezza e collaborazione.


