Ripartono le sedute gratuite per vaccinarsi contro l’Herpes Zoster, conosciuto più comunemente come Fuoco di Sant’Antonio, e lo Pneumococco. La nuova campagna dell’Azienda USL di Modena è rivolta alle persone nate dal 1/1/1961 al 31/12/1961 non vaccinate in precedenza.
Da quest’anno i cittadini interessati potranno rivolgersi direttamente al proprio Medico di Medicina Generale. Proprio in questi giorni, infatti, inizierà la distribuzione ai MMG della provincia, che potranno somministrare entrambi i vaccini ai 65enni.
HERPES ZOSTER
L’Herpes Zoster, comunemente noto come Fuoco di Sant’Antonio, è una patologia frequente: si stima che circa una persona su quattro sviluppi un episodio nel corso della vita, con un’incidenza che aumenta progressivamente con l’età. La malattia è causata dalla riattivazione del virus della varicella che, dopo l’infezione primaria, permane in forma latente nel sistema nervoso e può riattivarsi anche a distanza di anni, in particolare nelle persone anziane o con sistema immunitario indebolito. Si manifesta con la comparsa di vescicole cutanee localizzate, generalmente associate a dolore intenso. La complicanza più comune è la nevralgia post-erpetica, una sindrome dolorosa cronica che può persistere per mesi o, in alcuni casi, per anni dopo la guarigione delle lesioni cutanee. La vaccinazione rappresenta uno strumento efficace di prevenzione, in quanto riduce il rischio di sviluppare l’Herpes Zoster e, soprattutto, di incorrere nella nevralgia post-erpetica.
PNEUMOCOCCO
Lo Streptococcus pneumoniae, comunemente denominato pneumococco, è un batterio caratterizzato dalla presenza di una capsula costituita da polisaccaridi. In base alla composizione di tale capsula sono stati identificati oltre 90 sierotipi, alcuni dei quali possono causare malattie anche gravi. Il pneumococco può essere presente nel naso e nella gola senza determinare sintomi (condizione di portatore sano). Tuttavia, in determinate circostanze, può provocare infezioni di diversa entità, come otiti, sinusiti e bronchiti.
In alcuni casi può causare forme invasive più severe, interessando i polmoni, il sangue o le meningi e determinando polmoniti, meningiti o infezioni generalizzate (sepsi).


