«Le cattedre di potenziamento, nate per arricchire l’offerta formativa e sostenere l’autonomia scolastica attraverso progetti che mirano a valorizzare competenze linguistiche, scientifiche, artistiche e digitali, oltre al recupero e all’inclusione, potenziamento logico-matematico, lingua straniera, cittadinanza attiva ed educazione alla salute, si sono trasformate in un paradosso burocratico ed economico che penalizza la didattica e svilisce la professionalità dei docenti».
È quanto dichiara Luigi Fiorentino, responsabile della UIL Scuola di Reggio Emilia, denunciando il fallimento gestionale di una risorsa che avrebbe dovuto essere il motore dell’innovazione scolastica. I dati ufficiali confermano l’entità delle risorse in gioco. Come pubblicato dall’Ufficio Scolastico di Reggio Emilia (Decreto n. 382 del 07.05.2025 relativo all’organico dell’autonomia 2025/2026), sono centinaia le cattedre di potenziamento autorizzate per i vari ordini di scuola nella nostra provincia.
«Parliamo di un contingente massiccio di docenti che, sulla carta, dovrebbero garantire progetti di eccellenza per i nostri ragazzi», attacca Fiorentino. «Tuttavia, queste centinaia di posti rischiano di essere assorbiti da una gestione organizzativa che nulla ha a che fare con la didattica».
Secondo la normativa, il potenziamento viene autorizzato previa presentazione di progetti specifici e delibera del Collegio dei Docenti.
La realtà, però, mostra derive preoccupanti.
Si riscontra frequentemente — citando alcuni istituti a titolo d’esempio, come l’I.S. “A. Motti”, il “Filippo Re” e l’I.S. “Zanelli”, ma evidenziando una prassi comune a tutti gli altri istituti, inclusi i comprensivi come l’I.C. “Quattro Castella” o l’I.C. “Pertini 1” — che le risorse vengano impiegate per coprire l’esonero totale dal servizio di figure di sistema, quali i collaboratori (vicari) del Dirigente Scolastico.
Sommando lo stipendio del Dirigente a quello dei due vicari, comprensivi di contributi e compensi accessori (che spesso superano i 5.000 euro annui), si generano costi strutturali ingenti che non producono alcuna ricaduta diretta sulla didattica o sugli studenti.
Tra referenti di plesso e responsabili di reparto, la scuola si trasforma in una macchina iper-burocratizzata dove il “fare carta” prevale sull’insegnamento.
A rendere il quadro drammatico è la decisione della Finanziaria che, dal 1° settembre 2026, impone l’utilizzo delle cattedre di potenziamento prioritariamente per le sostituzioni dei docenti assenti.
«È una scelta scellerata che nega la finalità dei progetti», sottolinea Fiorentino. «I Dirigenti si ritrovano a gestire queste cattedre per compensare i perdenti posto causati dal calo demografico, trasformando docenti qualificati in meri “tappabuchi” per l’intero anno scolastico».
Le segnalazioni che giungono alla UIL Scuola descrivono un clima professionale degradato. Molti docenti scoprono la propria destinazione al potenziamento solo dopo la firma del contratto senza nemmeno sapere per quale progetto è stata autorizzata la cattedra.
«L’esempio di una docente di potenziamento dell’istituto Campagnola Emilia richiamata per aver messo note disciplinare alla classe, quasi non avesse piena autorità, definita velatamente dai colleghi come insegnanti di serie B. Questo non è solo un attacco alla dignità del lavoratore, ma un danno diretto alla qualità dell’offerta formativa per gli studenti».
«Siamo di fronte a un progetto di smantellamento della scuola pubblica, da sempre fiore all’occhiello del nostro Paese», conclude Luigi Fiorentino. «La UIL Scuola chiede che le centinaia di cattedre autorizzate a Reggio Emilia tornino a servire gli studenti attraverso progetti reali e non per alimentare una burocrazia infinita e costosa. Non permetteremo che l’autonomia scolastica diventi il paravento per tagli occulti e deprofessionalizzanti».


