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Scuola, commissariata l’Emilia-Romagna, Cisl: “non molliamo, Reggio deve mobilitarsi”

Fiore: “Colpire la scuola è colpire il futuro: non è spesa, è investimento”. Il sindacato intanto ha incontra i lavoratori dei Cpia nel mirino: “C’è determinazione”

Non è una partita di palazzo. A Reggio Emilia i tagli che il Governo chiama ‘dimensionamento scolastico’ si traducono in una domanda chiara: quanta scuola pubblica e quanta prossimità si vogliono garantire ai territori? Dopo la decisione dell’Esecutivo di commissariare Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Sardegna per la mancata adozione dei tagli alle autonomie scolastiche, la Cisl Scuola Emilia Centrale – il sindacato che da tre mesi continua a dare battaglia su questo tema e che ha azzeccato il pronostico – alza il tono e chiama il territorio alla mobilitazione.

 

PUNITI DUE VOLTE

“La politica romana mostra i muscoli – afferma Ciro Fiore, segretario generale aggiunto – e rischia di produrre scuole sovradimensionate, meno presìdi e minore qualità dell’offerta formativa. Colpire la scuola significa colpire il futuro, con effetti irreversibili, come ha dichiarato anche il nostro leader regionale Luca Battistelli. L’istruzione non è una spesa da comprimere, è un investimento. Roma è lontana anni luce, Reggio è qui: fatta di comunità scolastiche reali e bisogni concreti. E non accettiamo di essere puniti due volte: nel reggiano la rete è stata razionalizzata da anni, tra le prime realtà a superare le Direzioni didattiche e a costruire modelli organizzativi più efficienti”.

 

I NUMERI

Nel reggiano la preoccupazione riguarda soprattutto i contesti più fragili e i presìdi che garantiscono accesso e inclusione, a partire dai Cpia. Sono i Centri provinciali per l’Istruzione degli Adulti, ad oggi hanno 2.500 frequentanti, 1.800 persone in lista d’attesa, 33 sedi territoriali da tenere in piedi. “Qui la prossimità non è uno slogan: è ciò che impedisce alle persone di restare indietro e rende la scuola un pezzo di comunità”, sottolinea Fiore.

Pochi giorni fa Cisl Scuola ha incontrato i 40 lavoratori dei due Cpia reggiani, raccogliendo la loro determinazione e anche il loro stupore negativo in merito alla posizione della Provincia di Reggio, che non ha deliberato un accorpamento ma ha comunque preparato un documento che di fatto indica al Commissario del governo dove andare a tagliare. Appunto: il Cpia di Correggio. A fine mese è in programma l’incontro con i lavoratori delle Pertini 1 e Petini 2.

 

UNA CONTRADDIZIONE EVIDENTE

Per il sindacato la contraddizione è evidente: alla scuola si chiede di reggere sempre più funzioni – inclusione, orientamento, sostegno sociale, cittadinanza – ma contemporaneamente si riduce la capacità organizzativa di stare vicino alle persone.

Il Consiglio dei Ministri rivendica la scelta come necessaria per rispettare gli impegni del Pnrr, precisando che si tratta di una riorganizzazione amministrativa senza chiusura di plessi. La Regione sostiene di essere già in regola con i parametri nazionali e denuncia un ulteriore taglio di 17 autonomie deciso senza un confronto reale. In questo quadro, la Cisl Scuola Emilia Centrale riconosce il lavoro dell’assessora regionale Isabella Conti per la difesa delle ragioni della scuola pubblica regionale.

 

INCONTRO COL COMMISSARIO

Ora si apre la fase commissariale: il commissario potrebbe essere il Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Bruno Di Palma.

“Chiederemo immediatamente un confronto per quel che riguarda Reggio. Nessuna riorganizzazione può avvenire senza ascoltare chi la scuola la vive ogni giorno: dirigenti, docenti, personale ATA, studenti. Non si può chiedere alla scuola di reggere tutto e, nello stesso tempo, toglierle forza e autonomia. Reggio è qui: ed è qui che le decisioni devono misurarsi con la realtà”, chiosa Fiore.

 

 

















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