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Sostegno alla genitorialità: la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna finanzia due progetti per i dipendenti del Maggiore e del Sant’Orsola di Bologna

Nel corso dell’ultimo Consiglio di Amministrazione la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna ha approvato lo stanziamento di 800.000 euro per due importanti progetti rivolti all’infanzia e d’aiuto alle famiglie degli operatori sanitari dell’Ospedale Maggiore e del Policlinico di Sant’Orsola di Bologna.

In linea con la priorità riservata alla scuola e all’educazione, la Fondazione ha deciso questo importante contributo per concorrere a ridurre i disagi che quotidianamente chi opera in ambito sanitario deve affrontare per conciliare le esigenze familiari con il lavoro. La Fondazione del Monte ha deliberato un investimento di 400.000 euro per la realizzazione di un asilo nido aziendale all’interno dell’Ospedale Maggiore di Bologna, e con altrettanti 400.000 euro per l’implementazione del nuovo Padiglione delle Meraviglie, uno spazio bimbi e adolescenti a sostegno della genitorialità per i dipendenti del Policlinico di Sant’Orsola.

«Aiutare i nostri giovani a crescere e a crescere bene, a scuola, in famiglia, nei luoghi dove ogni giorno costruiscono la loro identità, è sempre stato per la nostra Fondazione un obiettivo basilare. Molte sono state le iniziative messe in campo a sostegno dell’educazione, pilastro delle nostre linee d’intervento – dichiara Giusella Finocchiaro, Presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Ecco perché abbiamo accolto così favorevolmente l’opportunità di sostenere due importanti progetti promossi dalla Fondazione Policlinico Sant’Orsola e dall’Ospedale Maggiore. Entrambi creeranno spazi protetti dove i più piccoli possano, anche fuori dalle mura scolastiche, continuare ad apprendere e dispiegare i loro talenti e la loro creatività. I due progetti daranno vita, a complemento dei servizi sul territorio e interni già esistenti, a luoghi sicuri dove le famiglie potranno affidare i loro figli durante le ore che li vede impegnati al lavoro. È anche un modo per ringraziare gli operatori della sanità pubblica per l’impegno profuso durante la pandemia.  Seguiti da personale preparato, in ambienti accoglienti, potranno anche apprendere quelle regole di socialità utili nel percorso della loro vita. La comunità educante deve essere custode dei bambini e dei ragazzi, il bene più prezioso della nostra società».

L’Ospedale Maggiore rappresenta il nodo più grande e complesso dell’Azienda USL di Bologna e conta complessivamente 3.800 operatori dedicati all’assistenza, tra sanitari, tecnici e amministrativi, impegnati in turni di lavoro all’interno di una struttura operativa senza soluzione di continuità. Per poter promuovere attivamente il work-life balance nell’ambito di un’azienda sanitaria è fondamentale introdurre nell’ambito del polo ospedaliero un asilo nido aziendale, caratterizzato da orari di apertura elastici, che vadano incontro alle necessità dei dipendenti.

«Ricevere dalla Fondazione del Monte il primo contributo per la realizzazione dell’asilo aziendale è davvero una bella notizia. Lo è per l’intera Azienda che così potrà garantire ai propri dipendenti una più ottimale conciliazione tra tempo di vita e lavoro, ma ancor più per medici, infermieri, oss, personale tecnico e amministrativo che quotidianamente si spendono per la cura dei cittadini, ciascuno nel proprio ruolo e con le proprie competenze. L’auspicio è dunque quello che anche altre realtà del territorio possano consentirci di dar vita a questo importante progetto che rappresenta una forma di cura per chi cura» ha spiegato Paolo Bordon, direttore generale dell’AUSL.

Il progetto sostenuto dalla Fondazione del Monte, prevede la realizzazione di una nuova costruzione di circa 400mq all’interno del comparto ospedaliero o nelle aree limitrofe, per ospitare fino a 34 bambini, nelle fasce d’età 3-12 mesi e 13-36 mesi. Gli spazi risponderanno a specifici criteri pedagogici, tarati sulle esigenze del loro benessere psico-fisico.

Il Policlinico di Sant’Orsola, attraverso l’omonima fondazione ha avviato i servizi di sostegno alla genitorialità per i dipendenti già nel dicembre del 2020 durante la fase più acuta della pandemia, con la ristrutturazione, sostenuta sempre con il contributo della Fondazione del Monte, di un Padiglione delle Meraviglie, in grado di ospitare oggi fino a 30 bambini. Qui Fondazione Sant’Orsola realizza – sostenendone interamente gli oneri, grazie alle donazioni raccolte – un Centro estivo per 14 settimane continuative dai 3 ai 5 anni e, da settembre, servizi di doposcuola dai 6 ai 13 anni, in particolare per bambini e bambine con disturbi dell’apprendimento.

«Il Sant’Orsola non è solo un luogo di lavoro, è una comunità di 6000 dipendenti, che lavorano quotidianamente per il nostro ospedale. – racconta Chiara Gibertoni, direttore generale del Policlinico di Sant’Orsola. E in una comunità ci si prende cura gli uni degli altri, e questo al fine di dare il meglio ai nostri pazienti. Per un genitore potere contare su un luogo sicuro, di qualità, dove poter fare esperienze nuove in cui lasciare proprio figlio mentre si è al lavoro è un valore aggiunto assoluto. Nel corso del 2022 il Comitato Unico di Garanzia Aziendale e la Fondazione Sant’Orsola hanno promosso un sondaggio per mappare le esigenze di supporto ai dipendenti, sia rispetto alla loro condizione di genitori che di caregiver. Le esigenze emerse in misura maggiore, tra gli oltre 1200 dipendenti intervistati, rispetto ai possibili servizi educativi integrativi, sono state per iniziative rivolte non solo alla fascia della prima infanzia (nido e scuola materna), ma di un supporto per il doposcuola oltre al servizio ricreativo estivo e attivo durante la chiusura delle scuole. La Fondazione del Monte, che ha sostenuto la Comunità del Sant’Orsola fin dal primo giorno con finanziamenti dai bandi ordinari, oggi grazie a questo finanziamento di straordinaria generosità permette di dare continuità e futuro certo ai nostri progetti».

«Fondazione Sant’Orsola– racconta il presidente Giacomo Faldella – è un ente non profit, totalmente privato, nato per realizzare progetti a sostegni dei pazienti. Durante la pandemia abbiamo imparato che sostenere il lavoro di medici, operatori sociosanitari e infermieri è fondamentale per garantire ai pazienti il livello più alto di attenzione nei percorsi di cura. Anche per questo, terminata l’emergenza, abbiamo scelto di continuare comunque a impegnarci in questa direzione. Grazie al sostegno di Fondazione del Monte riusciremo a realizzare uno spazio di 210 metri quadrati, che diventerà la sede stabile di queste ed altre attività, come la logopedia precoce per i bimbi con sindrome di Down e la musicoterapia per mamme e neonati. Il progetto di massima è pronto e possiamo pensare di arrivare al progetto esecutivo per far partire i lavori entro la fine dell’anno».

















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