Assunzioni di personale, risorse e garanzie per la sanità pubblica. Per sollecitare la Regione Emilia-Romagna, la Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale manifesta domani – giovedì 23 (dalle 10 alle 12) – davanti all’ospedale Ramazzini di Carpi e dopodomani – venerdì 24 giugno – (dalle 11 alle 13) davanti al policlinico di Modena.

«Nei giorni scorsi la Regione ha presentato il piano di smaltimento delle liste di attesa. Però non si capisce come sarà attuato – afferma Alfonso Bracigliano, sindacalista della Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale – Senza potenziare il personale si corre il rischio concreto, ancora una volta, di cedere al privato pezzi di sanità pubblica.

L’investimento sul personale è inoltre indispensabile per implementare l’assistenza territoriale in attuazione del Pnrr. Infermiere di famiglia, Osco, case della comunità, Cot (centrali operative territoriali) sono nuovi modelli di assistenza territoriale che rischiano di rimanere solo sulla carta senza un investimento concreto sul personale, programmazione e pianificazione delle priorità.

Sul tema delle risorse al personale, poi, – continua Bracigliano – succede che se si assume personale cala lo stipendio di chi è già in servizio.

Questo paradosso non è frutto della pandemia, ma di un problema che si trascina dal 2018 a causa della scelta politica di tagliare i costi della sanità.

Ai quasi 8 mila dipendenti del servizio sanitario provinciale (4.588 dell’Ausl Modena e 3.297 dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Modena) non basta il rinnovo del contratto nazionale firmato la settimana scorsa: è a rischio il giusto riconoscimento economico, il pagamento dello straordinario e della produttività.

Per rilanciare la sanità bisogna partire dai professionisti», conclude Alfonso Bracigliano, sindacalista della Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale.

 



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