Nel comunicato stampa del 7 novembre 2021, ancora presente in qualche sito web, l’ANPI di Sassuolo esprimeva proprie valutazioni e giudizi su posizioni pubbliche a più riprese assunte dal signor Romano Levoni circa la Resistenza e l’Associazione.

In nessun passaggio del comunicato si è inteso diffamarlo, né possono ravvisarsi i termini di tale presunto intendimento. In più parti del comunicato si riconosce anzi la qualifica di partigiano rivendicata dal signor Levoni, come peraltro risulta dai cartellini depositati presso l’ANPI Provinciale.

I termini: “sedicente partigiano” sono quindi da considerarsi parte del tono discorsivo del testo del comunicato, che non cambiano la realtà del ruolo da lui svolto come combattente nella Resistenza modenese, che pienamente l’ANPI riconosce.

Quanto poi alle espressioni presenti nel comunicato circa l’attribuzione al signor Levoni di una “fantasia ormai distorta dagli anni” e di manipolare la realtà, è evidente che si riferiscono esclusivamente al come fatti storici e vicende personali relative alla partecipazione ad eventi della Lotta di Liberazione vengono da lui rappresentati.

A tale riguardo l’ANPI ha sempre promosso la memorialistica dei combattenti e la ricerca storica dei fatti, e ognuno è libero di raccontare come crede le vicende di cui è stato protagonista o di cui è a conoscenza. Lo svolgimento di fatti e di episodi della Resistenza di quasi 80 anni fa è da tempo documentato dalla copiosa pubblicistica disponibile e ognuno può verificarne la veridicità storica, al di là della attendibilità mnemonica dei protagonisti.

Anche in questo caso quindi nessun intento diffamatorio e non era intenzione di ANPI Sassuolo di recare offesa personale circa l’età e la lucidità mentale del signor Levoni, screditandone per questo l’attendibilità.

Tali precisazioni non mutano i nostri giudizi circa le posizioni politiche che il signor Romano Levoni esprime.

ANPI Sassuolo



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