Carpi ha un nuovo polmone verde. È il Parco Santacroce ricco di 10mila alberi, piantati anche con il contributo della Regione, che contribuiranno a rimuovere 982 kg di inquinanti ambientali e a ‘sequestrare’ 244,7 tonnellate di anidride carbonica all’anno.

La cittadina modenese dedica questo fine settimana (sabato 14 e domenica 15 maggio), alla Preapertura del Parco – la forestazione dell’area verde in attesa di diventare parco urbano a libero accesso – con attività ricreative, artistiche, culturali, didattiche e sportive, a tema green e inclusivo, per tutte le fasce di età e a cura delle tante associazioni.

L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, è animata dalle numerose proposte realizzate dalle associazioni e dalle scuole del territorio.

L’inaugurazione questa mattina alla presenza di Barbara Lori, assessore regionale alla montagna, aree interne, programmazione territoriale, pari opportunità, del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Carpi, Corrado Faglioni, e del sindaco di Carpi, Alberto Bellelli, con una madrina d’eccezione: Donatella Bianchi, presidente WWF Italia e Parco Nazionale delle Cinque Terre, giornalista e conduttrice della trasmissione televisiva Linea Blu in onda su Rai1.

“Più verde significa più salute per i cittadini. Con azioni come questa- afferma l’assessore Lori- contribuiamo all’obiettivo di realizzare qui, nella nostra regione, il più grande corridoio verde d’Italia. Siamo convinti che gli alberi e più in generale le foreste e i boschi anche urbani, siano elementi fondamentali per la trasformazione sostenibile delle città, come veri e propri polmoni verdi custodi di preziose biodiversità e centri per una rinnovata socialità. La tutela del patrimonio forestale urbano è un tassello prezioso e fondamentale per la riduzione dei gas serra e della CO2. Siamo dunque sempre più impegnati a sostenere operatori ed enti locali, affinché si realizzi una buona gestione del patrimonio forestale, urbano e boschivo”.

Il Parco Santacroce

L’azione di rimboschimento ha consentito di aumentare il patrimonio arboreo e arbustivo dell’oasi verde di 26 ettari, da 3mila a 10mila piante, con un significativo incremento della biodiversità e delle specie a più elevata capacità di fitodepurare l’aria dagli inquinanti atmosferici. Oltre 200 giovani piante sono state messe a disposizione dalla Regione, nell’ambito del progetto ‘Mettiamo radici per il futuro’. Il vasto polmone verde, presenta ora ampie aree di bosco planiziale, la vegetazione che anticamente ricopriva la pianura padana, oltre a prati selvatici, un frutteto antico con 70 specie diverse fra frutti tipici e in via di estinzione, compresa la piantata carpigiana e una spaziosa area ortiva.

Dallo studio commissionato dalla Fondazione all’Istituto IBE-CNR per monitorare l’azione fitodepurativa del capitale vegetale del Parco, emerge inoltre che in proiezione, la sua capacità di migliorare la qualità dell’aria del territorio circostante, grazie alla forestazione appena ultimata, passerà gradualmente dalle iniziali 187 tonnellate di anidride carbonica sequestrata ogni anno, a 244,7 tonnellate, oltre a rimuovere annualmente 982 kg di inquinanti ambientali, rispetto a 672 kg.

Il parco verrà dotato prossimamente anche di un’infrastruttura leggera ed ecocompatibile per agevolarne la fruibilità e aumentarne la sicurezza, e di zone tematiche: fitness-benessere, picnic, gioco, un teatro di verzura, percorsi pedonali e ciclabili.



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