“Una grande classica della corsa per Imola che CLAI sostiene e supporta con entusiasmo”. Per il Presidente CLAI Giovanni Bettini la 52esima edizione del Giro dei Tre Monti, che si terrà il 16 e 17 ottobre prossimi, è un appuntamento particolarmente importante. Per almeno due motivi. Prima di tutto perché cade in un momento storico di progressivo ritorno alla vita dopo mesi bui e complessi. E poi perché da sempre CLAI considera lo sport uno degli aspetti centrali nella vita delle persone e nel corso degli anni ha promosso molteplici iniziative in varie discipline.

“Tre anni fa, nel corso della Festa del Contadino, abbiamo dato vita alla prima Corsa campestre che si tiene all’interno della nostra azienda, tra Villa La Babina e il Salumificio – racconta il Presidente –. È stata l’occasione per conoscere da vicino la società di atletica Imola Sacmi AVIS con cui abbiamo sviluppato un ottimo rapporto che ci ha spinto a investire ulteriori risorse in questo campo”.

Quella per la corsa è però una passione che per CLAI arriva da lontano. Ad accendere la miccia dell’interesse sono stati infatti due soci fondatori: Mario Zaniboni, che è stato anche il primo dipendente di CLAI, e Armando Vignoli, responsabile del laboratorio avicolo. Erano appassionati di corsa di media distanza e hanno dato vita nei primi anni settanta al “Gruppo sportivo CLAI” che partecipava alle varie gare della zona, tra cui ovviamente la Tre Monti di Imola.  «Oggi uno dei maggiori eredi di questa passione è il nostro Direttore Generale Pietro D’Angeli, cultore dell’ultra trail, su percorsi affascinanti ma davvero molto impegnativi», aggiunge il Presidente.

Il Giro dei Tre Monti si trasforma in occasione per una riflessione più generale sullo sport: «Non è tempo per i singoli – sottolinea il Presidente Bettini –. Ancora più di prima è ora del lavoro in squadra. Da soli non si va da nessuna parte. E per dare valore al gruppo, servono coesione, rispetto e convergenza sugli obiettivi. Solo così si raggiunge il vero successo. In quest’ottica, lo sport assurge allora al rango di vera e propria scuola di formazione umana e strumento di sostegno e sviluppo del territorio. E lo è in particolare per noi, che facendo parte di una cooperativa crediamo fermamente nella centralità di valori come solidarietà e sostegno reciproco. Penso soprattutto ai giovani. In CLAI ne abbiamo molti e tutti gli anni ci sono nuovi ingressi in arrivo spesso direttamente dalle università. Per loro il valore dell’amicizia è uno dei motori principali di successo in ambito lavorativo e sportivo. Lo sport aiuta a creare empatia tra le persone, facilitando il rapporto tra colleghi e aiutando a farlo crescere nel corso del tempo. E questa è la miglior premessa per realizzare il meglio di sé, non solo in ambito professionale, ma anche sociale e familiare».

Non esiste però solo la corsa nel campo delle attenzioni di CLAI per lo sport. È stato infatti un altro dei soci fondatori, Francesco Spadoni, a dar vita alla scuola di pallavolo femminile ormai 53 anni fa, piantando il seme che ha portato alla nascita della CSI CLAI, con la squadra che oggi milita nel campionato di B1. «Si tratta di sostegno importante per la nostra Cooperativa, di cui condividiamo le finalità e i valori. È ormai una società di riferimento per tutto il Paese, in cui si promuove lo sport a tutti i livelli e per tutte le persone, anche quelle con disabilità».

 

 

 



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