Arriverà nei prossimi giorni nella cassetta delle lettere delle 80mila famiglie reggiane il nuovo pieghevole della Protezione civile reggiana che illustra rischi e pericoli che possono verificarsi in situazioni estreme nel territorio di Reggio Emilia. Pensato per dare consigli di comportamento da tenere in occasione di terremoti, alluvioni, rischi sanitari, rischi chimico-industriali, eventi atmosferici estremi, il pieghevole è stato prodotto (in quattro lingue) in queste settimane, alla luce del nuovo Piano di Protezione civile comunale elaborato di recente attraverso l’analisi dell’assetto e della vulnerabilità del territorio reggiano, definendone i diversi scenari di rischio e di emergenza, così come la struttura operativa necessaria per fronteggiare la prima emergenza. Per far sì che il Piano di Protezione civile funzioni è tuttavia fondamentale la collaborazione di tutti i cittadini. Da qui la necessità di darne massima diffusione e di sensibilizzare la popolazione sulle norme da mettere in campo prima, durante e dopo situazioni di potenziale rischio. Norme che sono fondamentali per tutelare la propria incolumità e quella della comunità e agevolare appunto il lavoro della Protezione civile.

“Quando si sente parlare di Protezione civile non sempre viene colto il senso, il significato profondo di un sistema che dallo Stato centrale si snoda attraverso gli enti locali, le Regioni, le Province e i Comuni, coinvolge la competenza delle forze dell’ordine e dei loro reparti altamente specializzati, e arriva sino ai volontari: associazioni, singoli, gruppi organizzati che studiano, si formano sulle differenti tipologie di rischio, mettono a disposizione i propri mezzi e il proprio tempo e spesso partono, non appena si rende necessario, in aiuto del prossimo – dicono il sindaco di Reggio Luca Vecchi e l’assessore alla Partecipazione e con delega alla Protezione civile Lanfranco De Franco – Molte volte, in questi anni, la comunità reggiana ha potuto contare sulla Protezione civile. È accaduto quando, soprattutto sulle sponde del Po, le diverse piene del Grande Fiume hanno messo a repentaglio i Comuni rivieraschi e le popolazioni che in quei luoghi risiedono. Lo stesso è successo in più occasioni nel nostro Appenino, nel caso di frane importanti che hanno bloccato tratti di viabilità storici. Così come nel 2012, quando uno spaventoso terremoto ha drammaticamente colpito l’Emilia-Romagna. Ce ne siamo accorti anche in città, proprio in questo momento storico così difficile per tutti: l’apporto di competenza, di passione e di generosità che questi uomini e queste donne hanno messo nel fronteggiare il Covid-19 è stato determinante, in condizioni mai vissute prima da Reggio Emilia nella sua storia recente. Ma più in generale, guardando all’Italia tutta, non c’è stata una sola emergenza naturale, una situazione in cui l’uomo ha dovuto fare i conti con la forza della natura, che non abbia visto in prima linea gli esperti, i volontari e i tecnici della grande rete della Protezione civile”.

Gli scenari contemplati per il territorio del Comune di Reggio vanno dal rischio sismico, al rischio idraulico, al rischio chimico-industriale, oppure definiscono situazioni che possono presentare particolari criticità e complessità come le trombe d’aria, le grandi nevicate, i temporali violenti, le emergenze sanitarie, gli incidenti ferroviari e aerei o stradali che comportino la fuoriuscita di sostanze pericolose, la paralisi del traffico dovuta alla chiusura delle autostrade, gli incendi boschivi, gli eventi a elevato impatto ambientale o sociale e il ritrovamento di ordigni bellici.

Per ciascuno di questi rischi il pieghevole fornisce istruzioni specifiche riguardo i comportamenti da adottare o da evitare che riportiamo di seguito. Oltre al pieghevole in questi giorni sono stati realizzati anche video esplicativi disponibili sul canale YouTube del Comune

 



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