Continua il quotidiano impegno del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Modena nella prevenzione e nella repressione delle violazioni connesse alla situazione emergenziale causata dall’epidemia da COVID-19.

Nello specifico, i Finanzieri della Compagnia di Carpi, nell’ambito di un controllo di iniziativa finalizzato al rispetto delle disposizioni previste dal cd.  “Codice del consumo” (D. Lgs. n. 206/2005) e dal D. Lgs. n. 46 /1997 in materia di dispositivi medici, hanno rinvenuto,  presso un’azienda carpigiana, 40 scatoloni contenenti oltre 90.000 siringhe monouso da 2 millilitri dal valore commerciale di circa 10.000 euro.

Le preliminari attività svolte dalle Fiamme Gialle hanno consentito di accertare che i menzionati beni non erano ricompresi nel database del Ministero della Salute, ove sono elencati i dispositivi medici commercializzabili in Italia ed erano privi delle previste dichiarazioni di conformità e della marcatura CE, oltre a risultare non conformi alle disposizioni del Codice del Consumo in quanto recanti sulle confezioni le “istruzioni” unicamente in lingua straniera e non in italiano.

Nel corso delle citate verifiche, anche tramite l’esame della contabilità della società oggetto di controllo, le Fiamme gialle carpigiane hanno appurato che le siringhe erano state prodotte in Cina per poi essere importate nell’Unione Europea da una società rumena e da ultimo commercializzate sul territorio nazionale da una società piemontese.

I Finanzieri hanno quindi approfondito gli accertamenti attivando sia i competenti uffici del Ministero della Salute che della locale AUSL, i quali hanno confermato la carenza delle prescritte certificazioni attestanti i requisiti tecnici indispensabili a rendere le siringhe sicure per la salute dei cittadini e tali da poter essere poste alla libera vendita al pubblico.

Di conseguenza, al termine della ricostruzione della filiera, 90.900 siringhe sono state sottoposte a sequestro amministrativo e l’azienda importatrice piemontese è stata segnalata al competente Prefetto per aver posto in commercio dispositivi medici senza la preventiva comunicazione al Ministero della Salute di tutti i dati atti ad identificare gli stessi, condotta punita con l’irrogazione di una sanzione amministrativa che va dai 500 ai 3.000 euro.

L’attività svolta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Modena si inserisce nella più ampia azione di controllo che il Corpo sta implementando a tutela della salute dei cittadini, con particolare attenzione all’attuale vulnerabilità del settore della sicurezza dei prodotti dovuta alla massiccia richiesta di dispositivi medici causata dall’emergenza epidemiologica in corso, circostanza che favorisce l’introduzione di prodotti potenzialmente nocivi per il consumatore finale.



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