«È un primo passo che valorizza concretamente l’impegno profuso dai lavoratori anche modenesi in questi mesi di emergenza sanitaria, quando il settore non si è mai fermato, e ribadisce il valore delle relazioni sindacali, grazie alle quali è stato possibile gestire problemi e difficoltà derivanti dal lockdown».

È soddisfatto il segretario generale della Fai Cisl Emilia Centrale Vittorio Daviddi nell’annunciare che la sua categoria, unitamente a Flai Cgil e Uila Uil, ha sottoscritto un accordo con le tre centrali cooperative Agci-Agrital, Confcooperative-Fedagripesca e Legacoop-Agroalimentare, per il rinnovo del contratto nazionale per i lavoratori dipendenti di aziende cooperative di trasformazione di prodotti agricoli e zootecnici e lavorazione prodotti alimentari.

L’intesa a Modena interessa soprattutto i dipendenti delle cantine e caseifici cooperativi.

«In particolare, per quanto riguarda l’aspetto economico, – spiega Daviddi – è stato pattuito un incremento di 21,43 euro a parametro 137, pari all’1% del valore della retribuzione, con decorrenza a partire dal 1 dicembre 2019. A titolo di recupero delle sette mensilità arretrate, saranno erogate una quota di aumento a giugno, tre a luglio e tre ad agosto».

Sul versante del welfare le parti hanno stabilito lo slittamento al 1° gennaio 2021 del versamento del contributo a carico dei lavoratori per il finanziamento del Filcoop sanitario (il fondo sanitario integrativo del settore).

Fai Flai Uila hanno, inoltre, concordato con le centrali cooperative la ripresa del negoziato a partire dal 27 luglio per approdare al rinnovo del contratto collettivo della cooperazione alimentare 2019-2023.

«Questo accordo, che difende il potere di acquisto e le tutele dei lavoratori della cooperazione alimentare, conferma la centralità del contratto collettivo nazionale di lavoro», conclude il segretario generale della Fai Cisl Emilia Centrale Vittorio Daviddi.



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