Prima le telefonate ‘esca’ per chiedere informazioni e ottenere un contatto presso l’azienda agricola di Rubiera presa di mira, poi l’ordine di una trentina di ceste regalo con prodotti alimentari (parmigiano, salumi e vini), per un valore di circa 1.500 euro pagate con un assegno bancario, apparentemente regolare, risultato riconducibile a un conto corrente estinto e, quindi, inesigibile. E’ finita con una denuncia dei Carabinieri della stazione di Rubiera per truffa l’attività di un 60enne originario di Napoli e residente a San Felice sul Panaro. A finire nel mirino dell’uomo, un’azienda agricola reggiana da cui ha acquistato ceste regalo con prodotti alimentari.

Nel dettaglio il 60enne ha ordinato trenta ceste: al loro ritiro ha pagato con un assegno bancario apparentemente regolare risultato collegato a un conto corrente chiuso. Quanto la vittima ha posto all’incasso l’assegno ha scoperto il raggiro trattandosi di titolo bancario non esigibile. Si è quindi rivolto ai carabinieri di Rubiera formalizzando  la relativa denuncia. I militari sono risaliti all’uomo già responsabile nel passato di colpi con lo stesso ‘modus operandi’ e riconosciuto anche dal titolare dell’azienda agricola vittima della truffa, in una seduta di individuazione. Ora i carabinieri di Rubiera stanno indagando per verificare se lo stesso sistema truffaldino sia stato usato di recente anche nei confronti di altre aziende agricole del reggiano.



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