Agnès Vesterman Violoncelliste.
Portrait réalisé le 11 janvier 2017 par Frédéric Béhar photographe à Chatou

La rassegna musicale Spazi d’Ascolto, ideata da Silvia Tarozzi, a cura di Lucia Biolchini, sostenuta e promossa dalla Fondazione di Vignola, giunge al termine sabato 4 gennaio con il concerto di Agnès Vesterman “Il violoncello errante”.

In questo ultimo appuntamento, Vesterman mette in parallelo musiche di compositori di oggi e opere di epoche precedenti: dall’inizio dello splendore del violoncello con brani per violoncello solista di Dall’Abaco all’esplorazione dei limiti dello strumento con i fragili sussurri della finlandese Kaija Saariaho. Agnès Vesterman ci offre un viaggio musicale che attraversa i secoli e i confini geografici, per tornare alla fonte sempre viva di un’espressione musicale ricca e inesauribile.

Programma

Giuseppe Dall’Abaco Capriccio n°1   (1750)
Kaija Saariaho Papillon 1 et 2   (2000)
Improvvisazione
Benjamin Britten Sonata n°3 opus 87 (1971) I-Lent  II-Allegro marcia III-Con moto, canto IV- Lento, barcarola
Improvvisazione
J.S.Bach Preludio della prima Suite  (1723)
Agnès Vesterman Offrande musicale (sur le thème de Bach)  (2019)
Valentin Silvestrov  Lacrimosa  (1937)
Improvvisazione
Kaija Saariaho Papillons 3 et 4
Marin Marais Badinage (1717)
(dalle “Suite étrangère Livre IV de pièces de viole”)
Improvvisazione
Marin Marais Tourbillon  (1717)
(dalle “Suite étrangère Livre IV de pièces de viole”)
Improvvisazione
David Fennessy Five Hofer Photographs (1976)

La violoncellista francese Agnès Vesterman è una raffinata interprete della grande tradizione di violoncello francese. È docente al Conservatorio Superiore di Parigi ed ha dedicato gran parte della sua carriera alla musica da camera e al quartetto. Dopo più di dieci anni di tournée internazionali col quartetto francese Arpeggione il suo crescente interesse per la musica di oggi e l’improvvisazione la porta a nuove collaborazioni: il violista Garth Knox (quartetto Arditti), il percussionista Sylvain Lemêtre, la violoncellista Anja Lechner, diventano alcuni dei principali sodali dei suoi progetti musicali: con loro incide per l’etichetta tedesca ECM e per l’americana Tzadik. La sua ricerca di nuovi modi di espressione musicale, nutrita da un profondo lavoro sulla consapevolezza del corpo del musicista, l’ha portata inoltre a molteplici collaborazioni trasversali col teatro, il cinema e la danza.

Spazi d’ascolto è una rassegna di tre incontri musicali dedicati al repertorio e alle sperimentazioni del nostro tempo che si inseriscono nel quadro della mostra Beata solitudo, di Alessandro Moreschini – in Rocca fino al 2 febbraio 2020 – e le fanno da contrappunto sonoro. La musica è per eccellenza l’arte che si ascolta ma le esperienze di numerosi compositori contemporanei, da John Cage alle giovani generazioni, sono proprio rivolte a un’esplorazione del fenomeno dell’ascolto, al suo ruolo attivo nella creazione artistica e alla sua capacità di veicolare un cambiamento nel rapporto agli spazi e alle persone. Gli incontri musicali intendono proporsi come momenti inclusivi (informali?) in cui il pubblico si senta accolto a condividere un’esperienza artistica musicale in un’atmosfera semplice e conviviale.

L’ingresso è libero e gratuito, fino ad esaurimento posti.

Contemporaneamente, sempre in orario di apertura della Rocca, saranno visibili le nuove illuminazioni di SOGNO O SON DESTE, che fanno rivivere le emozionanti decorazioni quattrocentesche degli ingressi dell’antico maniero, ricomponendo i disegni e i colori di sei secoli fa.

SOGNO O SON DESTE, inaugurato nel luglio 2018, è un progetto dedicato alla riscoperta, da tracce flebili, dei dipinti che abbellivano le facciate e gli spazi interni negli edifici notevoli del mondo estense. Quest’anno ricompone in luce i decori quattrocenteschi di ambito estense che interessavano le pareti interne del rivellino, del cassero e dell’ingresso coperto; opere fortificate costruite in sequenza nei primi anni del Quattrocento con funzione difensiva. Gli antichi decori accoglievano chi, dopo aver superato il ponte levatoio e l’arcigno filtro dei corpi di guardia, si avviava lungo il percorso d’accesso al cortile all’interno del maniero, cardine su cui ruotava la vita castellana.

Info: 059 775246 – info@roccadivignola.it

www.roccadivignola.it



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