L’Emilia Romagna si conferma seconda in italia per quantitativi assoluti di Raee raccolti nel 2018


Secondo i dati presentati dal Centro di Coordinamento RAEE nell’undicesima edizione del “Rapporto Annuale sul Sistema di Ritiro e Trattamento dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche in Italia”, anche nel 2018, con 33.730 tonnellate di RAEE avviati a corretto smaltimento l’Emilia Romagna si conferma al secondo posto in Italia per quantitativi assoluti di raccolta. Il dato è in crescita del 4,5% rispetto al 2017 ma per la prima volta il ritmo di crescita è più contenuto e non più a doppia cifra.

Migliora anche la raccolta media pro capite che passa da 7,25 a 7,58 kg per abitante, scendendo così dal secondo al terzo posto nella classifica nazionale.

Il sistema dei centri di raccolta si contraddistingue per numeri molto positivi: i centri sono 361, 309 dei quali aperti alla distribuzione, ai quali si aggiungono 52 altre strutture gestite da distributori, installatori e sistemi collettivi. Questo fa sì che ogni 100.000 abitanti sono presenti in media otto centri, dato in linea con il Nord Italia e superiore a quella nazionale che si attesta a sette centri.

Nella classifica dei raggruppamenti in base ai quali vengono ripartite le diverse tipologie di RAEE, i grandi  bianchi (R2) consolidano ulteriormente il primato raccogliendo il 45,4% del totale che corrisponde a 3,4 kg per abitante, ben oltre il doppio della media nazionale e sintomo di una raccolta corretta. Secondo posto per freddo e clima (R1) che rappresenta il 22,5% del totale, seguito da piccoli elettrodomestici (R4) che con un peso del 16,6% supera quello di R3 (Tv e monitor) pari al 15% e in flessione del 7,4% rispetto al 2017. In crescita anche R5 (sorgenti luminose) che si attestano allo 0,55%, dato che corrisponde a quasi 42 grammi per abitante.

Se si guarda ai risultati della raccolta per singole province, Bologna svetta al primo posto con 12.815 tonnellate di RAEE raccolti, un risultato positivo e sempre in crescita ma con ritmi molto più contenuti rispetto al 2017.

Secondo posto per Modena con 4.123 tonnellate, seguita da Reggio Emilia che con 3.620 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici raccolti registra l’incremento più consistente (+16,2%) a livello regionale. Crescita a doppia cifra anche per la provincia di Ravenna che insieme a quelle di Parma e di Forlì-Cesena superano le 2.000 tonnellate di raccolta. In forte contrazione invece (-18,7%) la raccolta nella provincia di Piacenza che scende sotto le 1.800 tonnellate.

Anche nella raccolta pro capite svetta Bologna con 12,67 kg/ab, seguita da Forlì-Cesena con 6,82 kg/ab e da Reggio Emilia (6,80 kg/ab).

Piacenza è la provincia con il maggior numero di centri di conferimento ogni 100.000 abitanti: 17 (nel 2017 erano 16), seguita da Reggio Emilia con 12 e Parma con undici.

 

“I risultati della raccolta di RAEE 2018 a livello nazionale sono soddisfacenti e registrano un incremento del 5% rispetto all’anno precedente. Tutti possono essere particolarmente soddisfatti dei risultati dell’Emilia Romagna” commenta Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di Coordinamento RAEE, “regione che grazie al contributo di Comuni, gestori della raccolta e distributori, ha raggiunto risultati importanti nella raccolta e nel riciclo di questa particolare tipologia di rifiuti. Sono i cittadini e i consumatori i protagonisti che hanno contribuito a raggiungere questa quota di raccolta pro capite, permettendo alla regione di classificarsi al secondo posto in Italia per quantitativi assoluti, 33.730 tonnellate. L’Emilia Romagna ha confermato un aumento percentuale della raccolta di RAEE per un altro anno. Va sottolineato il volume complessivo dei rifiuti avviati a corretto smaltimento nella provincia di Bologna, che traina l’intero risultato regionale e rappresenta un modello di gestione efficace per tutte le altre province. In futuro il continuo miglioramento della cultura della raccolta dei RAEE mostrato dai cittadini potrà essere ulteriormente premiato se anche i controlli messi in atto dagli enti preposti saranno in grado di contrastare i fenomeni di errata attribuzione di codici rifiuto”.