Il Regolamento del sito Unesco di Modena approvato dal Consiglio comunale




Un strumento che “possa garantire l’equilibrio tra le esigenze di tutela, gli obiettivi di valorizzazione e la fruibilità di piazza Grande, Duomo e Ghirlandina”. È la sintesi dell’assessore alla Cultura Gianpietro Cavazza del significato del Regolamento del sito Unesco di Modena che il Consiglio comunale ha approvato giovedì 26 ottobre con il voto di Pd, Art.1-Mdp-Per me Modena e Idea-PeL (astenuti Forza Italia e Movimento 5 stelle).

“Il testo è frutto di un lungo percorso – ha sottolineato Cavazza – nel quale ci hanno accompagnato in tanti, operatori e portatori di interesse con i quali ci siamo più volte confrontati e che ringrazio per i preziosi contributi”.

Obiettivo del Regolamento è garantire l’integrità strutturale e visiva del “patrimonio dell’umanità”, ma anche dare la possibilità di utilizzare l’ambito di piazza Grande e gli spazi connessi per poterli valorizzare al meglio. Una parte specifica della nuova normativa riguarda gli esercizi commerciali e i relativi allestimenti permanenti e temporanei (dehor, vetrine, arredi) che dovranno adeguarsi alle indicazioni di uno specifico abaco ma “con gradualità”, ha sottolineato l’assessore Cavazza. Gli esercizi esistenti avranno infatti quattro anni di tempo dall’entrata in vigore del Regolamento, in modo da ammortizzare eventuali investimenti effettuati negli anni precedenti. “Nelle norme abbiamo anche previsto incentivi economici per accompagnare questi cambiamenti con le modalità che verranno decise in sede di approvazione di Bilancio”. Lo stesso Regolamento prevede inoltre momenti di verifica e di revisione sulla sua applicazione i cui risultati saranno sottoposti al Comitato di Pilotaggio del sito Unesco.

Il regolamento è uno degli strumenti previsti dal Piano di gestione, approvato dal Consiglio comunale, del sito Unesco patrimonio dell’Umanità costituito dal Duomo, dalla torre Ghirlandina e da piazza Grande. I contenuti, condivisi con la Soprintendenza, con le associazioni di categoria e rappresentanti degli stakeholders, sono frutto del lavoro congiunto di sei assessorati: Cultura, Attività economiche e Turismo, Centro storico, Urbanistica, Mobilità e Ambiente.

Il Regolamento individua tre aree: quella del sito vero e proprio (zona 1) che comprende anche piazza Torre e i fronti degli edifici che si affacciano su piazza Grande; il cosiddetto “perimetro esteso” (zona 2) con l’area del Palazzo comunale, l’immobile all’angolo tra via Emilia e corso Duomo, gli edifici sul lato ovest di corso Duomo, quelli nella parte finale di corso Canalchiaro, e quello tra via Castellaro e piazza XX settembre; un’area di rispetto (zona 3) ovvero la via Emilia centro tra corso Duomo e via Scudari; la bozza, inoltre, indica come “zona 4” l’intero Centro Storico come definito dal Prg vigente, limitatamente alla tutela ambientale per limitare consumi energetici e combustibili inquinanti.

Per quanto riguarda gli esercizi commerciali di nuovo insediamento, il Regolamento favorisce le attività connesse alla valorizzazione delle tradizioni agroalimentari e gastronomiche tipiche del territorio e quelle che conservano o reintroducono valori della storia e tradizione imprenditoriale e commerciale locale. Tutti gli esercizi presenti dovranno poi attenersi ai criteri estetici e funzionali stabiliti per rendere più omogenea e di pregio l’immagine dell’area. Il Regolamento stabilisce inoltre i criteri per la possibile collocazione dei palchi per spettacoli in piazza Grande, e le dimensioni e collocazioni di gazebo per eventi commerciali, comprese le disposizioni delle bancarelle per le fiere cittadine.

Tra le regole, i limiti di rumore, le norme di comportamento dei frequentatori, e quelle che, stante la pedonalizzazione della piazza, indicano tempi e modi di accesso al sito per attività di carico e scarico e per allestimenti; in abaco anche la tavola delle relative sanzioni amministrative previste.

Il Regolamento norma, infine, la possibilità di svolgimento di eventi temporanei in piazza Grande. In accordo con la Soprintendenza ne sono previsti 24 ogni anno. Tra questi, a titolo indicativo sono elencati le tradizionali Fiere di S. Antonio e S. Geminiano; la Festa di Carnevale giovedì grasso; la Fiera del libro antico; il Mercatino dell’antiquariato (12 edizioni); il Festival filosofia; il 25 aprile e il Primo maggio; il Concerto in memoria di Luciano Pavarotti; il Mercatino di Natale; la Festa dell’ultimo dell’anno, e tre manifestazioni di carattere commerciale da concordare.

Ammesse le manifestazioni a carattere religioso della Curia e quelle civili del Comune, oltre alle manifestazioni politiche e sindacali.

IL DIBATTITO IN AULA

Il nuovo Regolamento del sito Unesco di piazza Grande, presentato in aula dall’assessore alla Cultura Gianpietro Cavazza, è stato approvato dal Consiglio comunale di Modena nella seduta di giovedì 26 ottobre con il voto a favore di Pd, Art.1-Mdp-Per me Modena e Idea-PeL; astenuti Forza Italia e Movimento 5 stelle.

Aprendo il dibattito, Marco Chincarini, Art.1-Mdp-Per me Modena ha sottolineato che “l’applicazione delle nuove regole non sarà indolore e richiederà perciò un accompagnamento sia per gli esercizi commerciali che si affacciano sulla piazza che per la città. Sarà un impegno che dovranno sostenere sia l’ente pubblico che i privati e dovremo crederci”. Per il consigliere bisogna quindi “attivare rapidamente un tavolo, come previsto, per raccogliere le osservazioni degli esercenti e mettere insieme un piano d’azione”. Vincenzo Walter Stella ha fatto appello “alla certezza dei controlli continuativi, non solo sul decoro ma anche sui rumori e sui carichi che deve sopportare la pavimentazione”. Particolare attenzione per il consigliere è necessaria anche “per un dialogo costruttivo con i commercianti che dovranno adeguare arredi e strutture, per non penalizzarli con oneri eccessivi e, anzi, verificando la possibilità di definire contributi economici”.

Adolfo Morandi (FI), dopo aver espresso il timore che le nuove regole “possano colpire in modo pesante l’accoglienza di qualità offerta dal Caffè Concerto”, ha focalizzato il suo intervento sulla difficoltà a camminare “che la pavimentazione in acciottolato della piazza crea in particolare per le persone disabili ma non solo a loro”. Ricordando di aver già posto il problema diversi anni fa, il consigliere si è augurato che la pavimentazione “sia rivista, anche perché è interesse di tutti rendere la piazza il più accogliente e fruibile possibile”.

“La piazza è patrimonio dell’Unesco dal 1997, come mai abbiamo aspettato vent’anni per fare il Regolamento?”, ha chiesto Marco Bortolotti, M5s, in apertura del suo intervento. “E per di più un regolamento che non è sfidante, con molte norme che serviranno a poco, perché difficili da controllare, e nessuna possibilità di tutela continuativa. Probabilmente bisognerà rivederlo. Speriamo – ha concluso – che la prossima Amministrazione abbia più coraggio”. Per Elisabetta Scardozzi, piazza Grande “merita un rispetto che ancora non le è riconosciuto visto che la si apre a eventi come concerti, manifestazioni sportive, commerciali e discutibili installazioni, che sono incompatibili con il senso religioso e la monumentalità del luogo. E questo non occasionalmente – ha aggiunto – ma con regolarità visto che il Regolamento prevede fino a 24 manifestazioni all’anno in piazza, con rischi per la cattedrale che possono derivare dalle vibrazioni del traffico pesante e dai rumori”.

Chiara Susanna Pacchioni, Pd, ha ribadito che l’elaborazione del Regolamento ha coinvolto in strettissima collaborazione numerosi soggetti, compresi, in due assemblee pubbliche, i cittadini. Ha inoltre evidenziato che le nuove regole “prevedono un lasso di tempo congruo per adeguarsi, la possibilità di pedonalizzare corso duomo e rimuovere i fili del filobus, come richiesto da tanti, e un numero limitato di manifestazione, con attenzione particolare a contenere l’inquinamento acustico e a proteggere i cittadini”.

E Federica Di Padova, ha evidenziato come piazza Grande, il Duomo e la Ghirlandina “non siano solo un luogo di culto o di interesse storico ma siano luogo di senso civile per la comunità intera” e come questo principio “abbia guidato la discussione che, con il coinvolgimento di tutti gli attori e in modo non scontato, ci ha portato ad avere oggi il regolamento. Con l’approvazione – ha concluso – valorizziamo non solo il sito Unesco ma l’intero patrimonio culturale della città”.



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