La Costituzione raccontata a Fiorano




CostituzioneFioranoL’Amministrazione Comunale di Fiorano Modenese ha voluto celebrare il settantesimo anniversario della fondazione della Repubblica Italiana con una iniziativa svoltasi nella Sala Consiliare Maria Mescoli la mattina di ieri, giovedì 2 giugno 2016, presenti il sindaco Francesco Tosi, assessori, consiglieri comunali, il presidente dell’Anpi Pietro Beltrami, il deputato spezzanese Matteo Richetti.

Come ha spiegato in apertura il vicesindaco Marco Biagini, si è trattato di un incontro con l’unico  scopo di coinvolgere i Fioranesi e in particolare i giovani, sul valore del voto, ma un voto ‘critico’, ovvero che arriva al termine di un percorso di informazione e confronto per formarsi, ognuno, una opinione. Ha così voluto rispondere anche alle accuse, arrivate da più parti, di volere ‘fare campagna elettorale’ in vista del prossimo referendum, in  seguito alla notizia che a tutti i presenti sarebbero stati distribuiti il testo della Costituzione e, relativamente alla seconda parte, una pubblicazione sinottica del Settore Studi della Camera dei Deputati  con il testo attuale e quello previsto nel disegno di legge costituzionale sul quale i cittadini dovranno esprimersi nel  Referendum di ottobre.

Il giovane Gabriele Imperato, prima di leggere la lettera inviata all’amministrazione comunale nella quale sosteneva il diritto-dovere del voto, interpretando il sentimento di tanti giovani che ancora non votano, ha sottolineato come il referendum del 1946 abbia rappresentato un sostanziale contrasto rispetto al precedente sistema totalitario, un passo fondamentale nel quale era racchiusa la storia degli Italiani e al quale oggi rischiamo di non assegnare il giusto valore.

Sono quindi state lette, da parte dell’Associazione Librarsi, quattro poesie del fioranese Stefano Serri, dalla sua raccolta ‘Poeta per Costituzione’.

Nel suo intervento, Francesco Tosi è partito raccontando come per tutto il 1948 una copia della Costituzione, uno dei testi costituzionali più belli del mondo,  fu esposta in ogni municipio affinché i cittadini potessero prenderne visione. Quanti oggi la conoscono?

La storia è piena di olocausti approvati in maggioranza o all’unanimità, perché la democrazia, pur indispensabile, da sola non basta, non risolve il problema della giustizia e della verità. Il sostegno della maggioranza di per sé non risolve neanche il problema della ‘costituzionalità’ di una legge, tanto è vero che l’ultima parola spetta alla Corte Costituzionale.  Come esempio Tosi ha ricordato il 1936 come anno del massimo consenso popolare del Fascismo, ma anche l’anno in cui Mussolini sterminava gli Etiopi con il gas per vincerne la resistenza. La maggioranza è lo strumento indispensabile della democrazia, ma non è la sua garanzia ed è ai principi costituzionali che occorre guardare.

Bisogna ricordare che il due giugno 1946, contestualmente alla scelta fra Monarchia e Repubblica, gli Italiani elessero i rappresentanti nella Costituente, ovvero il risultato non avrebbe cambiato la composizione della Costituente e chi furono i Padri Costituenti e probabilmente non sarebbe cambiata la sostanza della nostra Carta, nei suoi principi inviolabili,. Lì sta la grandezza della nostra Costituzione, nell’essere il frutto di un dialogo leale fra rappresentanti di parti politiche e ideologiche diverse, capaci di fare prevalere l’interesse generale e collettivo, dimenticando gli anni della guerra civili e le contrapposizioni profonde esistenti.

Tosi ha quindi evidenziato la differenza fra la nostra e altre Costituzioni liberali, nelle quali, si condivide la prima parte del nostro art. 3, “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge”, ma la Costituzione fa un passo avanti che è una rivoluzione copernicana perché non delega soltanto alla iniziativa personale, ma assegna alla Repubblica il compito di rimuovere “gli ostacoli di ordine economico  e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economia e sociale del Paese”.

“Il 2 Giugno – ha concluso Tosi – deve portarci al di là della scelta fra Repubblica e Monarchia, per richiamare l’attenzione sul cammino, iniziato quel giorno del 1946, verso la scrittura e la condivisione del Testo Costituzionale”.

L’assessore Morena Silingardi ha quindi introdotto e accompagnato la proiezione del video di Andrea Cardoni, costituito dalle sue interviste a partigiani fioranesi, raccontate di persona o interpretate da ragazzi all’interno del progetto ‘Mi ricordo’.