Tagli alle Province nella legge di Stabilità: Presidente e Sindaci incontrano i parlamentari modenesi


Parlament-incontroTra la legge di Stabilità attualmente in discussione e i tagli già previsti quest’anno, la Provincia di Modena nel 2015 dovrà trasferire allo Stato oltre 23 milioni di euro, su un totale di 41 milioni di entrate tributarie, provocando un disavanzo nel bilancio dell’ente di oltre 10 milioni di euro. Sempre la legge di Stabilità prevede tagli anche per gli anni successivi che culminano con un previsione di una ulteriore restituzione allo Stato nel 2017 di 41 milioni di euro, cifra che provocherebbe un disavanzo di 28,5 milioni nel bilancio dell’ente.

Per evidenziare la gravità della situazione e sollecitare correttivi alla manovra finanziaria in discussione in questi giorni alla Camera anche nella parte relativa ai tagli ai Comuni, il presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli e i sindaci modenesi hanno incontrato, lunedì 3 novembre, nella sede della Provincia i parlamentari modenesi Davide Baruffi,  Giuditta Pini, Edoardo Patriarca, Cecilia Guerra e Manuela Ghizzoni.

«Le risorse delle Province – ha sottolineato Muzzarelli, annunciando anche una prossima iniziativa pubblica su questi temi – provengono da imposte versate dai cittadini modenesi che ora dobbiamo versare allo Stato. Un provvedimento finanziariamente insostenibile che ci porterebbe alla bancarotta, impedendoci di fornire i servizi previsti per legge tra cui la viabilità, l’edilizia scolastica e la tutela ambientale. Inoltre – ha aggiunto Muzzarelli – la legge di Stabilità penalizza ulteriormente le Province e i Comuni con bilanci in ordine e ben amministrati come i nostri».

Nel corso dell’incontro tutti i parlamentari ha confermato la volontà di proporre emendamenti per ridurre l’impatto della legge sui bilanci degli enti locali: Davide Baruffi, dopo aver giudicato positivamente la riduzione del carico fiscale prevista nella manovra per rilanciare lo sviluppo, ha parlato di «un serio problema nel riparto delle coperture che penalizza dove si è amministrato bene come nel nostro territorio. Le Province devono cambiare ma un governo di area vasta serve», giudizio ripreso da Manuela Ghizzoni nel sottolineare come «non è giusto che i territorio alluvionati e terremotati debbano concorrere ugualmente alla manovra pur dovendo ricostruire»; Edoardo Patriarca ha evidenziato le ricadute negative in particolare sull’area del sociale, mentre Cecilia Guerra ha posto il problema delle «incongruenze tra le competenze assegnate alle Province e le risorse insufficienti con un taglio del 30 per cento insostenibile per il bilancio dell’ente. In sede di discussione della manovra cercheremo di lavorare per risolvere questi problemi e ridurre l’impatto».

Tra i sindaci sono intervenuti Maria Costi, vicepresidente della Provincia  e sindaco di Formigine che ha parlato di «federalismo al contrario», giudizio ripreso da Maino Benatti, sindaco di Mirandola e consigliere provinciale, mentre Germano Caroli, sindaco di Savignano e consigliere provinciale, ha giudicato «sbagliata la legge che ha riformato le Province e queste sono le conseguenze»; Fernando Ferioli, sindaco di Finale Emilia, ha evidenziato il rischio dei tagli ai servizi, mentre Massimiliano Morini, sindaco di Maranello, ha affermato che «occorre distinguere tra Stato e enti locali che ancora una volta sono penalizzati», concetti ripresi da Alberto Bellelli, sindaco di Carpi e Roberto Solomita, sindaco di Soliera.