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Le imprese femminili in Emilia-Romagna al 31 marzo 2014

lavoro_1Più società di capitale e meno ditte individuali. Cambia la fisionomia delle imprese con una maggiore presenza delle donne.
Al 31 marzo 2014, in Emilia-Romagna le imprese attive femminili erano 84.094, pari al 20,3 per cento del totale delle regionali. In Italia sono risultate 1.137.952, pari al 22,1 per cento del totale delle imprese. È quanto emerge dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio di fonte InfoCamere elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna.
L’alto tasso di occupazione femminile, quindi un minore ricorso all’auto impiego, e l’elevato sviluppo del sistema economico, dove hanno minore importanza gli ambiti di presenza delle imprese femminili marginali (piccolo commercio, servizi tradizionali e ditte individuali), spiegano perché la quota regionale di imprese rosa risulti inferiore a quella nazionale. Con l’Emilia-Romagna, solo altre 3 regioni, Trentino-Alto Adige (17,4 per cento), Lombardia (18,6 per cento), Veneto (19,4 per cento) e Emilia-Romagna. Al contrario, in Basilicata le imprese rosa sono il 27,8 per cento e in Molise raggiungono il 29,4 per cento del totale.

La forma giuridica
Le imprese femminili, sempre meno marginali, adottano forme giuridiche meglio strutturate, per aumentare competitività, capacità di innovazione e internazionalizzazione, e per fare fronte meglio alla crisi e al blocco del credito. Nel trimestre, le società di capitale in rosa sono aumentate di 461 unità, pari al 3,9 per cento, quelle non femminili dello 0,9 per cento. Le cooperative e i consorzi continuano a fare registrare una crescita rapida (+1,9 per cento, +25 unità). Le ditte individuali hanno accusato una flessione dell’1,4 per cento (-788 unità), un andamento molto più contenuto rispetto alla riduzione del 2,4 per cento subita dalle ditte individuali non femminili.

Settori
Il 21,5 per cento delle imprese femminili è attivo nel commercio al dettaglio e il 5,6 per cento in quello all’ingrosso. Le altre principali divisioni di attività in cui operano sono l’agricoltura (15,6 per cento), i servizi alla persona (10,9 per cento) e i servizi di ristorazione (9,0 per cento).

Le imprese femminili hanno una maggiore presenza relativa nei servizi alla persona (66,2 per cento), nell’assistenza sociale non residenziale (53,9 per cento), nei servizi veterinari (48,8 per cento), nell’industria delle confezioni (48,2 per cento) e nell’assistenza sociale residenziale (42,6 per cento).

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