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L’assessore Bortolazzi scrive al ministro Giovannini per chiedere la modifica della riforma delle pensioni

Donatella Bortolazzi“La riforma delle pensioni va cambiata. Non si possono penalizzare i lavoratori, soprattutto le donne, toccando in particolare chi è stato a casa dal lavoro per farsi carico dell’assistenza di bambini e altri familiari”. L’assessore regionale alle Pari opportunità Donatella Bortolazzi ha scritto una lettera al ministro del lavoro Enrico Giovannini e alla vice ministra Cecilia Guerra per chiedere di modificare la parte della legge 214/11 (la riforma Monti-Fornero) che prevede per chi chiede di andare in pensione anticipata prima dei 62 anni di età una penalizzazione economica o l’obbligo di recuperare i giorni di assenza dal lavoro, pur trattandosi di lavoratori che hanno una anzianità di contributi superiore ai 40 anni di versamenti.

“I giorni che i lavoratori sono chiamati a recuperare – spiega Bortolazzi – sono, ad esempio, le assenze per motivi seri, che hanno a che fare con la conciliazione dei tempi di vita e lavoro o con la malattia: dall’astensione facoltativa delle neo-mamme, ai congedi presi per dare assistenza a un familiare o per sottoporsi a cure per una malattia grave (in base alla legge 104/92). Si tratta di assenze previste, regolamentate e promosse da leggi nazionali a tutela della maternità, di persone con gravi handicap e di cui hanno usufruito prevalentemente le donne che, da sempre, si fanno maggiormente carico delle esigenze di cura all’interno delle famiglie. Sono penalizzazioni ingiustificate – aggiunge l’assessore – anche guardando le altre ipotesi di penalizzazione (dai giorni di assenza per la malattia del figlio, alle maggiorazioni per i non vedenti, ai periodi di riscatto pagati dai lavoratori) e che, dal 2017, saranno comunque applicate a tutti coloro che chiederanno di accedere alla pensione ‘anticipata’”.

Di fronte a questa situazione, sottolinea Bortolazzi servono “riforme non ‘neutre’ ma attente alle concrete condizioni di vita e di lavoro di donne e uomini, e capaci, in tal modo, di non penalizzare ulteriormente le donne”. Politiche attente all’equilibrio fra vita e lavoro, scrive l’assessore, “sono uno strumento fondamentale per l’occupazione femminile” e riguardano “anche gli uomini e la società nel suo complesso. È per tutte queste ragioni – conclude la lettera – che mi rivolgo a voi, confidando che, forti delle vostre formazioni e sensibilità, sappiate intervenire nel modo più opportuno per correggere tale contraddittoria situazione: in questo contesto la sfida è fare della crisi un’occasione per potenziare i sistemi di protezione sociale e le infrastrutture sociali”.

















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