Individuati dai Carabinieri di Castellarano tre predoni delle slot machine




carabinieri_2002Di giorno entrano nei bar fingendosi normali clienti, mentre in realtà effettuano il sopralluogo propedeutico al furto provvedendo ad oscurare i sensori dell’allarme. Di notte “forti” dell’attività compiuta svuotano le slot dei bar. La tecnologia e l’armonica conoscenza del territorio sono stati i principali “ingredienti” che hanno permesso ai carabinieri della Stazione di Castellarano di identificare e denunciare coloro che avevano programmato di assaltare una sala giochi del comprensorio ceramico. Grazie infatti all’eccezionale connubio tra le indagini tecniche e quelle tradizionali i carabinieri di Castellarano sono riusciti a raccogliere incontrovertibili elementi di responsabilità in ordine alle attività preparatorie per la commissione del colpo. Per questo motivo con l’accusa di tentato furto aggravato in concorso i Carabinieri della Stazione di Castellarano hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia un cittadino rumeno 35enne residente in provincia di Milano, un connazionale 32enne residente nel bresciano ed un terzo cittadino rumeno di 25 anni senza fissa dimora.

Sarebbero loro, secondo le indagini dei Carabinieri, coloro che la notte il 13 novembre 2012 si presentavano come normali clienti presso una sala giochi di Castellarano e dopo aver fatto un attento sopralluogo neutralizzavano con spray a colla trasparente i sensori dell’allarme in modo tale che la notte al loro ingresso l’allarme non si sarebbe attivato. Tuttavia il colpo non è stato portato a termine in quanto lo stesso esercente resosi conto dell’accaduto ha ripristinato i sensori denunciando l’accaduto ai carabinieri. A loro, come accennato in premessa, i carabinieri sono giunti per l’appunto grazie all’armonica relazione tra la tecnologia e indagini tradizionali. Non a caso i filmati del sistema di videosorveglianza analizzati dai carabinieri (che ritraggono i malviventi durante le operazioni di oscuramento) hanno permesso a questi ultimi di riconoscere negli odierni indagati i responsabili del colpo e di approfondire su questi le indagini che hanno portato anche ad ulteriori riscontri come ad esempio le indagini tecniche sulle loro utenze cellulari che hanno confermato la presenza dei tre a Castellarano.

L’esito delle indagini sulla comparazione antropometrica tra i volti ripresi dal sistema di videosorveglianza e quelli degli indagati e’ la prova del nove che ha incastrato i tre rumeni. Le indagini ora si stanno concentrando per appurare l’eventuale responsabilità degli stessi su altri analoghi (e non son pochi ndr) colpi compiuti nelle sale giochi con il cosiddetto preventivo oscuramento dei sensori degli allarmi.



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