Il consiglio comunale di sabato scorso ha approvato il nuovo Piano Comunale di Protezione Civile. Questa approvazione è al tempo stesso un punto di arrivo e di partenza. Punto di arrivo perché si tratta di un percorso che ha portato a una mappatura del territorio, identificando i possibili rischi legati all’interazione tra ambiente, insediamenti abitativi e attività lavorative. Punto di partenza perché ora si deve informare i cittadini di ciò che il piano prevede: come agire in caso di calamità, a chi rivolgersi, come coordinare forze istituzionali e volontariato verso l’obiettivo della sicurezza.

Prima che un elenco di cose da fare, il piano di protezione civile indica un metodo di lavoro. Pianificazione e flessibilità: occorre sapere quali sono i potenziali rischi per le persone del comune, occorre identificare chi è responsabile, di che cosa e al tempo stesso occorre dotare la macchina comunale di una squadra flessibile, in costante coordinamento tra i membri.

Il piano prende in considerazione diverse tipologie di rischio quali, per esempio, il rischio meteorologico, sismico, igienico sanitario, di incendi, di black out elettrico. Per ognuno di questi viene identificato chi fa che cosa, e soprattutto viene specificato nero su bianco come deve essere il coordinamento tra le forze in campo.

Tra le altre cose, il piano identifica sei aree di attesa in cui i cittadini devono confluire a seguito di un eventuale calamità. In quei luoghi saranno informati e riceveranno, se necessario, una prima assistenza. Le sei aree sono: il parcheggio delle scuole in via Rio Branzola, il parco di via don Reverberi nella zona sud del paese, piazza Pertini a Roteglia, il parcheggio e il campo sportivo di Tressano, il parco di Cadiroggio in via Foscolo e il campo sportivo parrocchiale di San Valentino.

Queste zone verranno evidenziate da apposita cartellonistica. Un primo passo verso una informazione chiara e dettagliata.

(Il vice sindaco Paolo Iotti)



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