Legambiente ha realizzato un breve documentario per raccontare la storia del “Bosco di Fusignano”, quello storico dei Marchesi Calcagnini, distrutto durante la guerra, e il “nuovo bosco”, l’area di riequilibrio ecologico realizzata a ridosso del canale dei Mulini a partire dalla metà degli anni ’90. Aida Morelli, progettista del bosco, racconta in una video intervista le finalità dell’intervento che ha visto la creazione di un polmone verde di poco più di un ettaro, con la piantumazione di 1200 alberi e 2300 arbusti e che a 15 anni di distanza presenta tutte le caratteristiche di un bosco di latifoglie, un tempo molto diffusi in pianura padana, con una ricca presenza di flora e di fauna selvatica.

Oltre all’aspetto naturalistico, l’intervento ha voluto recuperare anche l’aspetto storico e la memoria collettiva degli abitanti di Fusignano, ricreando appunto il “bosco del marchese”, che conobbe il periodo di massimo splendore nell’ottocento quando il paesaggio era fortemente modellato dagli esperti giardinieri della tenuta del Marchesi Calcagnini d’Este.

“L’aspetto più sorprendente di questo intervento – ha dichiarato Yuri Rambelli, presidente del circolo Legambiente Antonio Cederna – è proprio l’atmosfera che si respira entrando nel bosco. Nonostante le ridotte dimensioni, circa un ventesimo dell’estensione dell’antico bosco, e la vicinanza al centro abitato e a zone urbanizzate, l’esperienza di visita è proprio quella di trovarsi in un antico bosco di pianura, con una notevole varietà di specie arboree e una ricca presenza di fauna. Un’esperienza molto apprezzata dalla popolazione: sono infatti moltissimi i cittadini che in qualunque periodo dell’anno visitano e “presidiano” il bosco, facendo così in modo che l’area sia vissuta e protetta”.

Il progetto del Bosco di Fusignano dimostra come sia possibile ricreare un ambiente naturale, legando la tutela del paesaggio agli aspetti storici, culturali e ambientali, vista anche la funzione filtrante degli inquinanti e delle polveri prodotte dal polo produttivo presente ai margini del territorio urbano di Fusignano. Un intervento quindi con notevoli ricadute in termini di vivibilità e miglioramento della qualità della vita delle popolazioni locali.

Un intervento che va ulteriormente valorizzato e fatto conoscere. Legambiente intende infatti proseguire con iniziative di scoperta e visite guidate di quest’area, come già fatto nei mesi scorsi, anche per raccontare la storia di Fusignano e del bosco del Marchese, ma quest’area di riequilibrio ecologico non deve restare un progetto isolato. Quello che è stato realizzato a Fusignano è infatti un prototipo, facilmente replicabile in tutta la Romagna e non solo.

“La proposta che lanciamo alle amministrazioni – ha concluso Rambelli – è quella di impegnarsi per estendere quest’esperienza, allargando ulteriormente l’area del bosco di Fusignano, ma anche realizzando altre zone simili nei vari comuni della Romagna, mettendo in rete i vari elementi di valore naturalistico, in parte già presenti a partire dal Canale dei Mulini, per realizzare una riqualificazione ambientale, paesaggistica e faunistica del territorio, andando ad aumentare la sempre più esigua porzione di territorio della pianura romagnola ricoperta dal tipico bosco planiziale mesofilo”.

Il video è visibile sul canale Youtube di Legambiente: http://www.youtube.com/cignoverdeoro

Nella galleria fotografica di www.legambienteonline.it sono invece visibili le foto del bosco, dalle foto dello storico bosco del marchese a quelle realizzate negli anni ’90 durante la realizzazione del bosco, a quelle che testimoniano lo stato attuale del bosco.

Anche per parlare di questi temi, Legambiente ha convocato una riunione di circolo, aperta a tutti i cittadini interessati, Mercoledì 5 Settembre alle 21 presso la Casa del Volontariato, via Garibaldi 116 a Lugo.



PER LA TUA PUBBLICITA' 0536807013