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Istruzione e formazione professionale: al via la riforma regionale con investimento di 55 milioni di euro all’anno

Approda oggi pomeriggio in Assemblea legislativa la delibera approvata dalla Giunta regionale che realizza il nuovo sistema regionale dell’Istruzione e Formazione professionale. La riforma è stata presentata stamani alla stampa dall’assessore regionale alla Scuola e Formazione Patrizio Bianchi e dal presidente della Commissione Turismo, Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro e Sport dell’Assemblea Legislativa Giuseppe Pagani.

Un percorso unitario tra istruzione e formazione, che raccorda i percorsi degli Istituti professionali e della Formazione professionale rendendoli equivalenti e complementari, e capaci di intrecciare i bisogni formativi dei ragazzi e le necessità del mercato del lavoro. Un sistema, su cui la Regione investe 55 milioni di euro all’anno, che mira a valorizzare la cultura del lavoro e ad assicurare il successo scolastico di tutti i giovani, in particolare nel delicato momento di passaggio dalla scuola media alla scuola superiore.

La sfida è prevenire la dispersione scolastica e l’abbandono, realizzando percorsi flessibili e personalizzati, che possano rimotivare, rafforzare le competenze di base e orientare i ragazzi, anche con percorsi scolastici frammentati, affinché non ci siano giovani in Emilia-Romagna che debbano scontare l’insuccesso scolastico.

“La formazione professionale è materia propria ed esclusiva delle Regioni – ha spiegato l’assessore Bianchi – per questo abbiamo lavorato, in un percorso condiviso con gli organismi competenti e le parti sociali, per creare una progettazione unitaria dove la formazione professionale, con le sue competenze legate al mondo del lavoro, e l’istruzione professionale, legata alla scuola, permetta a tutti i ragazzi di fare un percorso di 5 anni per arrivare al diploma oppure di 3 anni per acquisire una qualifica. Una riforma che risponde anche a un’idea di sviluppo, perché oggi ci sono molti disoccupati ma anche molti posti vuoti, perché mancano le professionalità necessarie”.

“Il provvedimento vuole spostare in avanti per i ragazzi il momento di scegliere tra proseguire gli studi o intraprendere un lavoro – ha spiegato il presidente Pagani – La coprogettazione tra scuola e enti è la vera sfida, che consentirà di raggiungere la flessibilità necessaria a rispondere anche ai mutamenti della nostra società”.

Nel nuovo sistema regionale dall’anno scolastico 2011-2012 gli studenti diplomati alla scuola secondaria di primo grado potranno iscriversi a un percorso quinquennale di istruzione secondaria superiore – liceale, tecnica o professionale – oppure ad un percorso unitario di istruzione e formazione professionale di tre anni.

I soggetti che gestiranno i percorsi triennali a qualifica saranno gli Istituti Professionali in sussidiarietà e gli Enti di formazione professionale accreditati, che dovranno progettare in modo unitario i percorsi. L’obiettivo della co-progettazione unitaria del triennio è quello di garantire il successo formativo per tutti i ragazzi, e dunque la presa in carico di tutte le specifiche necessità degli studenti che si possono presentare fin dal primo anno.

Le competenze che i giovani potranno acquisire nel triennio corrispondono a quelle previste dal Sistema Regionale delle Qualifiche, correlate alle figure nazionali, e sarà garantito il raccordo fra il sistema nazionale di istruzione e il sistema IFP regionale, per consentire il passaggio degli studenti da un percorso all’altro.

In prospettiva, la Regione sta pensando di realizzare anche un quarto anno, dopo i primi tre, che consentirebbe ai ragazzi di rientrare nel percorso quinquennale di istruzione secondaria superiore e arrivare al diploma di maturità. Si avviano inoltre dei percorsi post-secondari di Istruzione e Formazione Tecnica e Superiore e di Istruzione Tecnica Superiore.

La riforma dell’Emilia-Romagna, nel cui percorso di preparazione e realizzazione sono state coinvolte le parti sociali e gli enti locali, si è resa possibile in un quadro normativo che si è evoluto negli ultimi anni. A partire dal 2005, quando il decreto legislativo 226 ha attribuito competenza esclusiva alle Regioni in materia di istruzione e formazione professionale, per continuare con le linee guida del 2007, fino all’accordo dell’aprile scorso tra il Ministero e le Regioni che ha istituito le 21 figure professionali nazionali.

Con DPR 87/2010 e il riordino degli Istituti Professionali, si è dato vita a livello nazionale ai percorsi quinquennali anche per l’Istruzione professionale, mentre fino ad oggi gli Istituti professionali rilasciavano una qualifica già al termine del terzo anno.

La Regione Emilia-Romagna già nel 2003 con la legge 12 aveva scelto di far frequentare ai ragazzi il primo anno di scuola superiore nella scuola pubblica, mentre il secondo e il terzo anno si potevano svolgere nell’Istruzione o nella Formazione. Una scelta che ribadiva fin da allora che il primo anno dovesse privilegiare la formazione generale, in modo da orientare la scelta verso l’istruzione professionale o verso la formazione professionale.

In Emilia-Romagna oggi sono 27.368 gli studenti impegnati nell’istruzione professionale, mentre circa 7 mila quelli che svolgono la formazione professionale.

















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