Calcio, Bologna, Francesca Menarini: ”Fuori la grinta”




Presidente, da dove nasce la vostra convinzione che Arrigoni riuscirà a far uscire la squadra da questo momento negativo?

“La decisione è stata presa insieme: la proprietà, il Consiglio di Amministrazione e il direttore generale danno la massima fiducia all’allenatore e a tutto lo staff tecnico. Non esistono le condizioni per esonerare l’allenatore La squadra c’è, le potenzialità anche, pur se probabilmente ancora inespresse: si tratta di una squadra che può fare meglio perché ne ha le possibilità”.

“Il gruppo, poi, è unito: non esistono contrasti all’interno della squadra, i ragazzi seguono il mister, il quale sta facendo il suo lavoro. Si tratta, ora, di tirarci fuori da questo momento grave e precario, mettendo insieme tutte le nostre forze, a partire da allenatore e giocatori: questa è la squadra e questa rimane”.

C’è un termine entro il quale l’allenatore dovrà ripagare la vostra fiducia?
“Non esistono termini né ultimatum: il mister ha la nostra fiducia, una fiducia a lungo termine. Ricordo che il nostro obiettivo primario è il consolidamento della nostra posizione in Serie A. E ci riusciremo con le nostre forze”.

Cosa non le è piaciuto in queste ultime sconfitte?
“Due delle tre partite giocate in casa sono state opache: ho visto poco impegno, poco mordente, poca grinta. Contro Fiorentina e Napoli, invece, la squadra c’era, era motivata, è andata in campo con la grinta giusta, di gioco ne è stato fatto, anche se poi purtroppo i risultati non sono venuti a causa di alcuni episodi, quello di ieri capitato a quattro minuti dalla fine, ma del resto il calcio è questo. L’impegno della squadra dovrà continuare ad essere tale: questo è ciò pretendo da giocatori che sono professionisti e devono dimostrare la loro professionalità; ieri l’impegno c’era, ma non siamo riusciti a concretizzare ciò che abbiamo prodotto”.

A volte capita che l’allenatore rimetta il proprio mandato alla società: è successo, nel caso di Arrigoni?
“No”.

La vostra convinzione di tenere Arrigoni ha mai vacillato?
“No, non abbiamo mai pensato di cambiare allenatore”.

Fu lui a non volere un altro difensore, poi però in difesa c’è stata qualche amnesia.
“La campagna acquisti è stata decisa di comune accordo tra la proprietà e lo staff tecnico: tutte le considerazioni di mercato sono state fatte dal mister e dal direttore sportivo, per essere poi avallate dalla società, quindi siamo tutti sul banco imputati, io per prima. Ognuno si prenderà le proprie responsabilità”.

Però ci sono tre stranieri che non stanno giocando, alcuni nuovi che mostrano di essere indietro di condizione, e Bernacci, su cui si è investito molto, utilizzato per spezzoni di gara.

“Il fatto che giochi uno o l’altro sono scelte dell’allenatore che non discuto né devono discutere i giocatori: ognuno deve accettare di giocare, sedere in panchina o andare in tribuna. Se qualcuno ha giocato meno (e comunque non è né si sente semplicemente uno che fa numero: anche qui si vede il buon lavoro dell’allenatore, dato che non ci sono musi lunghi), evidentemente il mister ritiene che non fosse ancora pronto per affrontare le squadre che abbiamo incontrato fino adesso. Non dimentichiamo che, in cinque partite, abbiamo avuto di fronte altrettante squadre con ambizioni diverse dalla nostra. Come ha detto giustamente il mister, la classifica si è già abbastanza delineata: ci sono sei o sette squadre con cui competere, dobbiamo cercare di arrivare davanti a loro in classifica. Ora, però, dopo quattro sconfitte, siamo caduti in basso e ci siamo fatti del male: è il momento di tirare fuori la grinta per cercare di fare punti anche in campi “impossibili”, come sabato a Milano contro l’Inter, perché nulla esclude che possa arrivare un risultato positivo”.

Se invece i risultati non dovessero essere quelli auspicati, a gennaio siete disposti ad intervenire sul mercato?
“Siamo pronti per ricorrere al mercato, se le condizioni lo richiederanno, e fare ulteriori investimenti in gennaio. L’obiettivo è quello di rimanere in Serie A: a questo scopo, la proprietà è pronta ad affrontare altri investimenti”.

E i giocatori attualmente svincolati, e quindi tesserabili, interessano?
“Per adesso no”.

Sciogliamo un equivoco: cosa ha detto ad Arrigoni dopo la partita con l’Udinese?

“La stampa ha interpretato una mia frase riportata dal mister come fosse un ultimatum ma il messaggio era un altro. Dicendo che quella col Napoli sarebbe stata una partita importante, intendevo dire: giochiamo meglio, perché quella con l’Udinese è stata una roba che non vorrei mai più vedere in vita mia dalla nostra squadra; anche se dettata da un episodio (dopo venti minuti eravamo sotto di due gol e con un uomo in meno), è stata una prova opaca e senza nerbo, ci hanno surclassato. Col Napoli era importante fare punti e muovere la classifica, cosa che purtroppo non ci è riuscita, ma soprattutto vedere mordente, impegno, giocatori col coltello fra i denti: questo c’è stato, non posso dire che ieri la squadra abbia giocato male, è solo mancato il gol. Se avessimo vinto 1-0 o anche 2-0, nessuno avrebbe potuto dire nulla: il pari ci stava stretto, per quello che si è visto in campo”.

Quanto è difficile per voi commentare una situazione determinata da altri, dato che siete subentrati a Cazzola solo da poche settimane?

“Non eravamo proprietari al cento per cento, ma c’eravamo anche prima: le scelte sono sempre condivise anche da noi, pur essendo soci di minoranza, anche quelle relative ai giocatori da ingaggiare, non son siamo piombati dal cielo”.

Secondo lei, c’è catastrofismo eccessivo da parte della critica? I tre punti conquistati a San Siro fanno comunque classifica: quanti pensavate di raccoglierne nelle prime giornate?

“Se quei tre punti di Milano fossero stati spalmati in cinque partite, con tre pareggi, forse la situazione sarebbe apparsa un po’ meno catastrofica. Tra l’altro, abbiamo incontrato squadre che hanno missioni diverse rispetto a noi e sarà così anche nelle prossime giornate. Le squadre con i nostri stessi obiettivi, che incontreremo più avanti, hanno solo un punto o due in più di noi, pur avendo goduto di un calendario iniziale meno difficile. Certo, comunque, non possiamo permetterci di fare solo un’analisi matematica. L’importante, ora, è non farci staccare troppo da chi sta davanti a noi: dopo questo ciclo iniziale di partite, non dovremo avere un distacco eccessivo dalle dirette concorrenti, quindi servirà ottenere risultati anche nelle prossime gare. Io di certo non mollo a livello di grinta: credo, e ne sono certa, che i ragazzi abbiamo altrettanta voglia, grinta e determinazione e che quindi avranno la tenacia di andare in campo e cercare di fare punti anche contro avversarie più quotate. Del resto, sono professionisti ed hanno le potenzialità, oltre che il dovere, di cominciare esprimersi in maniera diversa”.

(dal Sito ufficiale del Bologna FC)



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