Home Ceramica Sean Godsell a Cersaie racconta il suo mondo con Francesco Dal Co

Sean Godsell a Cersaie racconta il suo mondo con Francesco Dal Co

Dopo il cileno Sebastian Irarrazaval, un’altra archistar fa visita a Cersaie 2017. Martedì 26 è arrivato sul palco di ‘Costruire abitare pensare’ l’architetto australiano Sean Godsell, che ha raccontato i suoi progetti assieme allo storico dell’architettura dello IUAV di Venezia, Francesco Dal Co.

il professor Dal Co ha aperto l’incontro, riassumendo i capisaldi del fare architettura di Godsell,  la  cui  cifra  espressiva  è  stata  segnata  profondamente  dalle  sue  origini.

«L’Australia – ha spiegato Dal Co – è una nazione enorme, che costringe al viaggio. E il viaggio è una delle componenti essenziali della formazione. Un architetto che non viaggia

difficilmente può  essere bravo. E Godsell ha  molto  viaggiato, soprattutto  in  Estremo Oriente e a Londra». E proprio il viaggio ha influenzato moltissimo un tema essenziale,

quello di declinare – e, per Dal Co, Godsell lo fa in un modo unico – il rapporto fra struttura e rivestimento: «Lo scheletro e la pelle, l’interno e l’esterno, ciò che è più duraturo e protetto e ciò che è più esposto e soggetto all’invecchiamento». A ben pensare

questo è uno dei temi fondanti della cultura architettonica moderna: per Dal Co  «il costruire è l’espressione del rapporto tra un’arte tessile, che ha a che fare con l’involucro,

e un’arte tettonica, ossia ciò che regge e protegge». Questo dualismo è centrale nelle opere di Godsell, che «nel trattare il tema dell’involucro ha fatto tesoro della lezione delle costruzioni tradizionali della sua terra d’origine».

Sean Godsell ha voluto mostrare quasi tutti i suoi lavori più importanti, riassumendo 22 anni di carriera. In particolare è più volte tornato il leit motiv del viaggiare e dell’elemento spaziale, connaturato alla vastità del continente australiano: «Nel mio Paese c’è un modo dire, quello del bush mechanics, ossia di quella che letteralmente si può tradurre come la meccanica dell’outback, lo sterminato e difficile entroterra». In questo mondo così duro e particolare occorre «sapersi arrangiare  con quello che  si ha, saper usare  i mezzi a disposizione: questa è la sfida più grande». Come esempio di questo concetto Godsell ha mostrato alcune sue opere realizzate in luoghi difficilmente accessibili, dove la prima difficoltà si incontra già nel trasportarvi le materie prime. Un secondo elemento emerso nella lezione è la volontà di Godsell di tentare un’ibridazione fra Est e Ovest, Europa e Asia.