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Scuola, a Modena 8 milioni per il sostegno ai diversamente abili

Un affidamento che garantisca la serietà delle ditte che concorrono alla gara, favorisca l’utilizzo di personale dipendente a tempo indeterminato e il mantenimento di buona parte degli attuali operatori e, ulteriore elemento di novità, che inserisca nella gara anche la figura del “tutor” per le scuole superiori. Sono alcune delle linee di indirizzo, approvate lunedì 12 aprile dal Consiglio comunale di Modena, per l’assegnazione dei servizi di appoggio educativo assistenziale per gli alunni diversamente abili delle scuole di ogni ordine e grado. Il servizio riguarda nel territorio comunale 630 bimbi, alunni e studenti disabili (dal nido d’infanzia alle scuole superiori) e altri 330 ragazzi non certificati ma segnalati dalla Neuropsichiatria dell’Ausl e, come tali, seguiti dal Comune.

L’importo sarà pari a circa 4 milioni di euro l’anno e l’affidamento partirà dal prossimo anno scolastico e avrà la durata di due anni (per complessivi 8 milioni) prorogabili per altri due, come stabilito dall’emendamento firmato da Salvatore Cotrino e Francesco Rocco (Pd) e da Davide Torrini (Udc). La proposta è stata presentata dopo la mozione d’ordine di Franca Gorrieri (Pd), in seguito alla quale Rocco e Torrini hanno ritirato due analoghi emendamenti sulla durata dell’appalto, inizialmente prevista in tre anni prorogabili di altri tre. Torrini ha ritirato anche un’altra proposta di modifica in cui proponeva di ridurre a una quota tra il 51 e il 60 per cento la percentuale di punteggio assegnata in sede di valutazione delle offerte alla componente tecnico-qualitativa. L’emendamento finale stabilisce che a tale componente sia assegnato “punteggio del 70 per cento del complesso” ed è stato approvato con i voti di maggioranza, Pdl, Udc; si sono astenuti Lega moderna, Idv, i consiglieri Ingrid Caporioni (Pd) e Andrea Leoni (Pdl).

La delibera emendata è passata con l’appoggio di Pd e Sinistra per Modena; contrari Pdl, astenuti Lega moderna, Udc e Idv.

Contestualmente è stato approvato con i voti della maggioranza anche un ordine del giorno firmato da Paolo Trande (Pd) e Federico Ricci (Sinistra per Modena); si sono astenuti Lega moderna, Idv, le consigliere Franca Gorrieri e Ingrid Caporioni (Pd), mentre ha votato contro il Pdl. La mozione impegna il sindaco a garantire al personale educativo assistenziale (Pea) e ai tutor “la maggiore continuità lavorativa possibile”, oltre a “una formazione adeguata e specifica all’utenza” operando affinché le scuole facilitino la loro integrazione con il personale docente. L’odg chiede, inoltre, di garantire la possibilità di affiancamento dei ragazzi per completare il ciclo di studi, coerentemente con la tipologia della figura del tutor, pur mantenendo il principio dei limiti di età.

Illustrando la delibera, l’assessore Querzè ha spiegato che i tutor non potevano essere previsti nella precedente procedura d’appalto, poiché erano gestiti direttamente dalla struttura comunale. Ha anche detto che “le linee di indirizzo si inseriscono nel quadro tracciato dagli accordi provinciali, attualmente in fase di revisione, previsti dalla legge 104 per l’integrazione degli alunni con disabilità, e negli accordi distrettuali sottoscritti da scuole, enti locali e aziende sanitarie”. E ha sottolineato come la progressiva riduzione delle assegnazioni di insegnanti di sostegno statali abbia determinato un aumento della richiesta al Comune di personale educativo assistenziale e di tutor da parte delle scuole. “L’appalto dell’affidamento a terzi da parte del Comune è fatto da diversi anni – ha aggiunto l’assessore Querzè – e ha avuto riconoscimenti non formali anche da parte dei servizi sanitari”. Nel nuovo affidamento viene prevista una riduzione dei costi, dovuta anche all’utilizzo dei restanti nove insegnanti di sostegno dipendenti dell’ente comunale come docenti di sezione “per un discorso di omogeneità, prima che di risparmio economico”, ha puntualizzato l’assessore. Altre risorse saranno recuperate in relazione ai Dsa, i disturbi di apprendimento dovuti alla dislessia che dallo scorso anno una legge nazionale riconosce e quindi prevede a carico delle scuole statali.

DIBATTITO SUGLI INDIRIZZI PER L’INTEGRAZIONE

Inserimento del disabile, welfare universalistico e ruolo del tutor al centro del confronto

Il Consiglio comunale ha approvato la delibera sulle linee di indirizzo per l’assegnazione dei servizi di appoggio educativo assistenziale per gli alunni diversamente abili delle scuole di ogni ordine e grado con il voto favorevole di Pd e Sinistra per Modena, contrario del Pdl e con l’astensione di Lega moderna, Udc e Idv.

Prima del voto, per il Pd, è intervenuta Elisa Sala, che ha sottolineato come negli ultimi anni la presenza scolastica dei disabili sia aumentata anche grazie a diagnosi precoci. “Diverse figure – ha spiegato – ruotano attorno a questi ragazzi: il personale educativo assistenziale, i compagni di classe e il mondo fuori della scuola; il percorso quindi deve essere ampio e la figura del tutor, che cerca di creare un collegamento tra la scuola e ambiente esterno, merita considerazione”. Cinzia Cornia ha sottolineato che con la legge 157 del 1977, relativa all’integrazione del disabile, “lo Stato italiano ha dato un segno di civiltà: la scuola è di tutti e per tutti, anche per i meno fortunati. L’alunno diversamente abile viene recuperato e spesso, in seguito, è messo in condizione di inserirsi nel mondo del lavoro. Il problema oggi è che hanno tagliato ore all’anello più debole e l’accordo di programma provinciale per l’integrazione scolastica di allievi disabili va a coprire le carenze dello Stato”. Salvatore Cotrino ha illustrato le caratteristiche della figura del tutor, ricordando che viene previsto solo nelle scuole secondarie di secondo grado, con limitazioni all’età e al tempo di utilizzo: “Si tratta di un giovane che ha la funzione di facilitare l’integrazione tra percorso scolastico e attività fuori dalla scuola, come lo svolgimento dei compiti, delle attività sportive e ricreative, o le interazioni con i compagni. Offre supporto al ragazzo per superare situazioni difficili dal punto di vista emozionale e affettivo”.

Per Gian Carlo Pellacani del Pdl, “il welfare universalistico adottato finora a Modena è in scadenza e continuare ad applicarlo così com’è porterà presto a escludere dai benefici chi davvero ne ha bisogno”. Secondo il consigliere “con il bando si prorogherà l’appalto a chi ha svolto il servizio finora e non ci sarà reale competizione”. Pellacani infine ha espresso contrarietà alla mozione della maggioranza “perché mette i tutor sullo stesso piano del personale educativo assistenziale”.

Eugenia Rossi, Idv, si è detta “in difficoltà” sulla delibera, che avrebbe preferito venisse scorporata. “Le funzioni integrative di assistenza dovrebbero essere affidate allo Stato”, ha affermato. “E’ vero che negli anni il Comune si è sostituito di fronte a importanti lacune, ma questo ha portato a situazioni di ‘impasse’ e di difficoltà nel sostegno”. La consigliera ha inoltre espresso perplessità per la figura del tutor: “C’è bisogno di professionalità e manca una definizione chiara di questa figura”.

Sergio Celloni, Mpa, ha sottolineato che è meglio operare tagli di bilancio in altre realtà rispetto a questo settore, “ma bisogna anche rivalutare le logiche alla base dei criteri di assegnazione degli appalti. E’ giusto puntare a un buon servizio – ha aggiunto – ma bisogna ottimizzare le spese senza squalificarlo”. Per il consigliere, costi inferiori potrebbero derivare “dall’assegnazione di finanziamenti alle famiglie per la gestione interna di certe situazioni”.

Nella replica, l’assessore Querzé ha sottolineato come tutti gli atti previsti si inquadrino nel progetto complessivo dell’integrazione scolastica nel Paese: “Vengono da tutto il mondo per conoscere e copiare il modello italiano che prevede l’abbandono di un percorso separato per quello integrato con figure di sostegno”. L’assessore ha inoltre espresso condivisione sulla necessità di precisare le funzioni di ciascuna figura (personale educativo assistenziale, tutor e altro) e sull’opportunità di introdurre elementi di riorganizzazione, “ma senza eliminare l’universalismo dei servizi. Non sono disposta a cambiare la visione della società”. In merito agli appalti, Querzé ha infine ricordato che “il Comune avrebbe potuto invitare cinque imprese a partecipare alla gara e affidare a una di queste l’attività, ma l’Amministrazione ha scelto di seguire le normative europee, che hanno al loro interno il massimo della concorrenzialità e della trasparenza”.

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