“Irresponsabili”. Così Luca Barbolini, Zannoni Emilio, Guadagno Cristian, Vandelli Paola e Campana Carlo della lista civica “Per Maranello” bollano il Sindaco di Maranello e la sua Giunta, dopo che la Guardia di Finanza di Rimini ha sequestrato 400 tonnellate di amianto alla ceramica ex Cemar, in via Crociale.

Fermo restando che sarà la magistratura a verificare se c’è stata un’omissione di atti d’ufficio del Dirigente responsabile del Comune titolare dell’ordinanza che, negli anni precedenti, aveva intimato alla società proprietaria di provvedere alla bonifica dell’area, non c’è dubbio – puntualizza la lista civica – che il Sindaco Bursi e la sua giunta sono politicamente responsabili del permanere di questa bomba ecologica nel nostro comune, peraltro a ridosso del popoloso quartiere residenziale di Crociale e dal centro giovani, quest’ultimo separato dall’ex Cemar soltanto da via Vignola.

Se la Giunta di Maranello fosse dotata di sensibilità ambientale e avesse applicato il principio di precauzione per la salute pubblica, non ci sarebbe stato bisogno – sottolinea la lista civica – dell’intervento della guardia di finanza per attivare Arpa e Ausl, come vorrebbe lasciar intendere il Sindaco di Maranello. E’ realistico credere che Arpa e Ausl sarebbero internenute prima, se la richiesta fosse stata avanzata dal Comune, magari con la firma autorevole del Sindaco.

L’impressione, come dimostra il sequestro della Guardia di Finanza, è che l’Amministrazione, capeggiata dal Sindaco Bursi, ha sottovalutato il fatto che gli ingenti quantitativi di amianto, ancora presenti nell’ex sito poduttivio di via Crociale, possono diventare negli anni un pericolo con possibile liberazione nell’aria di fibre, a seguito dell’inevitabile deterioramento delle lastre di eternit sottoposte alla continua azione degli agenti atmosferici.

Va ricordato – puntualizzano gli esponenti della lista civica – che il sindaco è autorità sanitaria locale e, in questa veste, ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978 e dell’art. 117 del D.Lgs. n. 112/1998, avrebbe potuto attivarsi molto prima e, certamente, con più efficacia, utilizzando tutti gli strumenti messi a sua disposizione dalla vigente normativa e, comunque, almeno, avrebbe dovuto informare del rischio amianto la popolazione residente. Se questo non è stato fatto, l’Amministrazione Comunale ha il dovere di assumersi le sue responsabilità di fronte all’illecito accertato dalla Guardia di Finanza, evitando di scaricare su altri le eventuali omissioni.

Probabilmente, ancora una volta – conclude la lista civica – la tutela della salute pubblica e dell’ambiente sono stati sacrificati sull’altare degli interessi immobiliari per un’area classificata come ambito di riqualificazione nel nuovo piano strutturale Comunale.



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