L’Anpi di Sassuolo apre la settimana della Memoria della Shoah con una propria iniziativa

L’Associazione Nazionale Partigiani Italiani di Sassuolo, in collaborazione con la Fondazione Villa Emma di Nonantola e con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Sassuolo, apre la settimana della Memoria della Shoah con una propria iniziativa, “per non dimenticare che questo è stato” e che il razzismo è un fenomeno che può sempre ripetersi.

Gli obiettivi che l’Associazione si è proposta nell’ideare l’evento sono fondamentalmente tre:

1. Fare conoscere ai cittadini sassolesi la vicenda di solidarietà che nel 1942-1943 portò la comunità di Nonantola ad accogliere e dare soccorso a 73 ragazzi e giovani ebrei, provenienti da Germania, Austria e Jugoslavia, alla ricerca di un rifugio nel nostro paese.

Successivamente, a ridosso dell’8 settembre 1943, a seguito dell’occupazione tedesca, la permanenza a Villa Emma avrebbe esposto a sicuri pericoli la vita del gruppo: fu così che tutti vennero nascosti presso abitazioni di nonantolani e nel seminario adiacente all’abbazia. Per la loro salvezza, in poco più di un mese, si organizzò la fuga in Svizzera, dove i ragazzi e i loro accompagnatori ripararono fino al termine della guerra.

2. Porre in luce la figura misconosciuta del sassolese dott. Giuseppe Moreali (vedi note biografiche allegate) che, in collaborazione con don Arrigo Beccari e numerosi altri nonantolani, si adoperò per la salvezza dei ragazzi.

Nel 1964 don Arrigo Beccari e Giuseppe Moreali sono stati insigniti del riconoscimento di Giusti tra le Nazioni; nel 1998, in occasione del 50° anniversario della fondazione dello Stato di Israele, in onore dell’intera comunità di Nonantola, alcuni degli ex ragazzi hanno piantato cento alberi nel giardino dedicato all’ebraismo italiano; infine, nel 2003, il Sindaco di Haifa ha intitolato ai “cittadini di Nonantola” un parco pubblico, su iniziativa di un’ex ragazza di Villa Emma lì residente.

3. Promuovere tra la cittadinanza e i giovani sassolesi i valori di solidarietà, pace e dialogo interculturale che la Costituzione italiana salvaguarda, nell’intento di attualizzare e vivificare il significato del giorno della Memoria, il quale resterebbe altrimenti un esercizio di retorica.

Il Presidente dell’ANPI prof. Maria Antonia Bertoni e il Comitato comunale hanno proposto perciò di dedicare una serata al tema: Tutti salvi. I ragazzi ebrei di Villa Emma di Nonantola 1943-1945, che si terrà Venerdì 22 gennaio 2010 ore 20.30 presso la Sala G.Biasin Via Rocca 22 a Sassuolo e si avvarrà della competenza storica del Direttore della Fondazione Villa Emma prof. Fausto Ciuffi e delle efficaci immagini del film-documentario prodotto da Rai educational, La storia siamo noi, Fondazione Villa Emma e Village Doc&Films.

 

Giuseppe Moreali. Nasce a Sassuolo il 28 ottobre 1895 da una famiglia assai nota e di profonda religiosità, figlio di Raffaele Moreali e Giuseppina Banchieri. Iscritto a medicina e richiamato al fronte nel primo conflitto mondiale, opera in un reparto di sanità. Riesce a non interrompere gli studi e, finita la guerra, presta servizio per due anni presso l’Ospedale militare di Bologna. Si laurea a pieni voti il 7 dicembre 1920. Svolge un periodo di pratica all’Ospedale civile di Modena, dove è assistente di illustri primari, e pubblica alcune monografie; ma il mutato clima politico e l’ascesa del fascismo ostacolano la sua carriera, iniziata in modo brillante. Egli non nasconde, infatti, dissenso e critiche nei confronti del regime. Questo suo atteggiamento lo espone a minacce da parte di autorità fasciste e lo penalizza nei concorsi a cui partecipa, ma nel 1925 ottiene il posto di medico condotto a Nonantola, grazie anche al sostegno dell’allora sindaco, l’avvocato Gino Friedmann. Si inserisce nel paese, di cui vive in prima persona tutte le principali vicissitudini, sviluppando un contatto quotidiano coi pazienti e i loro problemi. Quando nel 1933 don Arrigo Beccari giunge a Nonantola come insegnante nel locale seminario, stringe con lui una profonda amicizia basata anche su un comune impegno etico e civile. Partecipa durante la guerra, ad attività clandestine: è sua la firma “del Podestà” che appare sulle carte false fabbricate nella canonica di Rubbiara, di cui è stato nel frattempo nominato Rettore don Beccari. Nel dopoguerra sviluppa il suo impegno in direzione di alcune attività culturali: collabora a giornali locali, nel 1956 pubblica una fortunata guida storica di Nonantola, si batte per il recupero di opere d’arte e di beni artistici locali, come la chiesa di Santa Filomena, è socio corrispondente della Deputazione di Storia Patria di Modena. Un ultimo- ma non meno importante- filone dei suoi interessi è legato alla salvaguardia dei dialetti locali: è socio fondatore dell’associazione culturale “La Trivela” e pubblica componimenti in versi, tra cui il volumetto I pchèe dla mée vciaia. Nel 1965 si reca in Israele per ricevere dallo Yad Vashem una medaglia di benemerenza e per piantare con il proprio nome un albero nel “Viale dei giusti” di Gerusalemme, per l’opera umanitaria svolta durante la guerra. Si spegne a Nonantola il 4 giugno 1980, assistito dai familiari e dal suo amico di sempre, don Beccari.

(scheda bibliografica tratta da Monica Debbia – Marzia Luppi,Tutti salvi. La vicenda dei ragazzi ebrei di Villa Emma Nonantola 1942-43, Comune di Nonantola-Istituto Storico di Modena, Edizioni Artestampa)

Fondazione Villa Emma-Nonantola. E’ parso opportuno come ANPI affidarsi alla Fondazione Villa Emma di Nonantola la quale, a partire da tale patrimonio di memoria e di azione solidale, fissa nei suoi scopi statutari “la difesa della dignità, dei diritti e della giustizia, […] la lotta contro tutte le forme di razzismo, […] la promozione e la difesa dei diritti di cittadinanza, […] l’attivazione di laboratori per la ricerca di nuove modalità di convivenza e di confronto”. Particolare attenzione la Fondazione riserva al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza: intende infatti valorizzare l’esempio di quanti, con il loro impegno e con le loro ricerche, hanno aiutato e aiutano bambini e ragazzi ad affrontare le violenze e i traumi portati dalle guerre del passato e dei nostri giorni.

Il Direttore della Fondazione Fausto Ciuffi vive a Bologna, dove insegna Italiano e Storia nel Liceo Artistico e tiene corsi di didattica della storia presso la Scuola Superiore per l’Insegnamento Secondario della locale Università. Ha svolto a lungo attività di formatore, collaborando con il Ministero della Pubblica Istruzione e ricoprendo ruoli di responsabilità presso l’Istituto storico di Modena e l’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia di Milano. Ha progettato e organizzato corsi e iniziative culturali a livello locale e nazionale, con particolare riguardo alla storia e ai linguaggi della contemporaneità. Nei suoi studi, ha riservato particolari attenzioni a questioni metodologiche legate all’insegnamento della storia, all’uso delle fonti letterarie e filmiche nella ricerca e nella didattica, ai contraddittori scenari che definiscono gli usi pubblici di storia e memoria, al dibattito che investe il ruolo e la funzione dei luoghi della memoria, del testimone e della testimonianza. Dirige la Fondazione Villa Emma dal 2005.

(foto: Giuseppe Moreali a destra, con don Arrigo Beccari e Indig Ithai, guida dei ragazzi di Villa Emma nel viaggio verso la salvezza, a Nonantola nel 1964, in occasione dell’invito in Israele per ricevere la medaglia di Giusti tra le Nazioni)