calendarioEsperimenti, lezioni in piazza, dimostrazioni, visite guidate, incontri con gli esperti, mostre e concerti. A Modena, così come in altre sette città dell’Emilia-Romagna e in contemporanea in tutta Europa, il 25 settembre andrà in scena La notte dei ricercatori. Un’occasione per scoprire i mille modi in cui la scienza migliora la qualità della vita di tutti i giorni, rivelando anche aspetti inediti e divertenti. Che cosa accade nei laboratori, in cosa consiste l’attività dei ricercatori, in che modo il loro lavoro diventa utile per i cittadini? Il pubblico potrà avvicinarsi al mondo della ricerca, che sarà presentato sotto una luce nuova e coinvolgente, per confrontarsi con innovazioni a tutto campo, dai settori più classici a quelli più impensabili, in un evento pensato proprio per coinvolgere i non addetti ai lavori nel meraviglioso mondo della ricerca emiliano-romagnola.

Fin dal mattino i ricercatori coinvolgeranno gli studenti con numerose attività nelle scuole superiori della città, coniugando conoscenza, scoperta ed emozione, anche in un’ottica di sensibilizzazione dei più giovani alla carriera scientifica. Contemporaneamente verrà inaugurata la mostra “Per cominciare a capire”, con i lavori realizzati dai bambini delle scuole dell’infanzia. Nel pomeriggio il Campus scientifico universitario aprirà le porte al pubblico, offrendo visite nei laboratori e incontri diretti con i professionisti della ricerca. In alternativa sarà possibile osservare da vicino in che modo la scienza contribuisce al restauro della Torre Ghirlandina o scoprire le meraviglie dell’arte e della tecnica della Modena ducale tra Sei e Settecento custodite nei musei universitari. Ma non è tutto, perché dalle 16 fino a tarda sera la città sarà coinvolta nella grande festa della ricerca: piazza Grande si animerà con lezioni aperte, rese ancora più piacevoli dagli intermezzi musicali dei “Bossanova Forever”. A seguire, un concerto blues dal vivo concluderà il fitto programma della giornata.

La notte dei ricercatori è un appuntamento europeo, realizzato sotto l’Alto Patronato del presidente della Repubblica e con il patrocinio della Regione, a cui l’Emilia-Romagna partecipa per la prima volta grazie ad Aster e in partnership con le Università di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio, Parma, e all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.

La manifestazione si svilupperà oltre che a Modena, anche a Bologna, Cesena, Faenza, Ferrara, Parma, Ravenna e Reggio Emilia, unite per valorizzare lo straordinario patrimonio della ricerca emiliano-romagnola, capace di realizzare innovazioni fondamentali per il futuro del tessuto produttivo e per la vita di ognuno.

Grazie al Programma regionale per la Ricerca industriale, l’innovazione e il trasferimento tecnologico (Prriitt) e al Programma Spinner (la Sovvenzione Globale per la qualificazione delle risorse umane negli ambiti della ricerca e dell’innovazione tecnologica), la Regione Emilia-Romagna ha messo al lavoro oltre tremila ricercatori, impegnati nei laboratori, nei centri per l’innovazione della Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna e nelle aziende come personale dei laboratori. Una grande squadra di talenti che opera in ambiti decisivi per lo sviluppo e l’innovazione: scienze della vita e salute; ambiente, energia e sviluppo sostenibile; alta tecnologia meccanica; agroalimentare; edilizia e materiali per la costruzione; innovazione organizzativa. In questo ambito il lavoro dei ricercatori si fa impresa, traducendosi in risultati concreti al servizio dell’intero sistema produttivo emiliano-romagnolo.

Solo tra il 2004 e il 2007 – prima fase del Programma regionale per la ricerca industriale, l’innovazione e il trasferimento tecnologico – le “officine della ricerca” del territorio hanno prodotto 115 nuovi prototipi innovativi, 20 brevetti, oltre 800 collaborazioni con le imprese, oltre 500 studi e ricerche e più di 100 nuove imprese innovative e spin-off, per favorire una ricaduta aziendale e produttiva alle idee nate nel contesto della ricerca tecnologica universitaria.

La notte dei ricercatori sarà dunque un modo per conoscere questa grande “macchina di cervelli” che risponde alle necessità di innovazione dell’industria, e che lavora con l’obiettivo di fare dell’Emilia-Romagna una regione leader a livello europeo nella ricerca industriale pubblica e privata, sul modello delle migliori esperienze europee.



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