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Latte: gli allevatori dell’Emilia Romagna al Brennero per protesta

latteDomani centinaia di allevatori di Modena e Ferrara saranno al Brennero per partecipare al presidio nazionale promosso dalla Coldiretti in difesa del made in Italy. A dare il cambio, nei giorni successivi  quando la protesta andrà avanti, saranno i ‘colleghi’ di Parma e Piacenza.Come spiega Coldiretti Emilia-Romagna, su una produzione totale di 18,3 milioni di quintali di latte emiliano-romagnolo, 10,8 milioni vengono dall’estero e poi venduti in maniera anonima. Altro presidio è previsto domani davanti alla sede della Regione.

Luca Ghelfi: Azione comprensibile per la tutela del vero prodotto italiano

La protesta pacifica di Coldiretti, a cui aderiscono anche le rappresentanze di Modena, a tutela del prodotto italiano è condivisibile. Proteggere le filiere produttive davvero italiane, dove il prodotto è frutto dell’eccellenza dei nostri territori è fondamentale, soprattutto in un momento difficile come questo. Il valore aggiunto del made italy non può essere svilito dall’apposizione di marchi su prodotti lavorati in Italia, ma ottenuti da materie prime che arrivano dall’estero. E’ una presa in giro per i produttori che lavorano seriamente, e per i consumatori, che in fiducia provano a comprare italiano e si ritrovano in tavola prodotti senza le caratteristiche richieste. Questo discorso vale a maggior ragione se calato nella nostra realtà: le eccellenze del nostro territorio, a cominciare dal Parmigiano Reggiano, meritano più attenzione, soprattutto dagli enti locali, come la Regione, che ha competenza sulla tutela del prodotto locale, e che deve attivarsi in questo senso per proteggerlo. Non intendo su questo tema abbassare la guardia: in campagna elettorale ho parlato spesso con gli agricoltori, e come ho affermato nel mio intervento a commento delle linee programmatiche del Presidente Sabattini, il rapporto con gli agricoltori è mancato completamente nel mandato appena concluso: è tempo che la Provincia aiuti queste realtà, e che premi chi produce italiano, sul territorio. Anche attraverso politiche locali assennate, che rendano più conveniente e proficuo produrre italiano, si combatte la crisi, e si aiutano gli agricoltori.
(Avv. Luca Ghelfi, Consigliere Provinciale – PDL)

Il consigliere regionale Andrea Leoni (fi-pdl) considera “condivisibili” le ragioni che stanno alla base della mobilitazione degli allevatori emiliano-romagnoli che “chiedono norme e garanzie” perché sia evitata l’importazione dall’estero di prodotti del settore lattiero-caseario “da lavorare e da rivendere sul nostro mercato come italiani“.

La richiesta degli allevatori, presentata sia a livello nazionale che regionale, sarebbe quella di introdurre l’etichettatura obbligatoria dell’origine per il latte a lunga conservazione e per quello destinato alla trasformazione in formaggi e latticini, sia al fine di proteggere l’italianità e la qualità dei prodotti provenienti dagli allevamenti locali, sia per tutelare i consumatori. Leoni sottolinea a questo proposito che, a fronte di una produzione totale di 18,3 milioni di quintali di latte prodotto in Emilia-Romagna, “ben” 10,8 milioni di quintali di prodotti esteri finirebbero negli scaffali della grande distribuzione e, quindi, ai consumatori, sotto forma di latte UHT, formaggi, mozzarelle e latticini vari, “in maniera del tutto anonima o spacciati come italiani”: nel nostro Paese, infatti, “è obbligatorio indicare la provenienza del solo latte fresco”, ma non di tutti gli altri prodotti lattiero-caseari. Molte industrie agroalimentari, approfittando di questo quadro normativo, acquisterebbero quindi latte all’estero, determinando un “crollo dei prezzi in Italia”, per poi rivenderlo – afferma ancora il consigliere – a “cifre tutte italiane”. A fare le spese di questa situazione sarebbero, in particolare, le aziende produttrici di “eccellenze agroalimentari come il Parmigiano reggiano, la cui produzione è regolamentata da un rigido disciplinare che impone l’utilizzo esclusivo di latte locale”. Leoni chiede quindi alla Giunta regionale se condivida le ragioni della mobilitazione, se e come intenda rispondere alle richieste degli allevatori e se sia previsto un incontro tra la Regione e gli operatori del settore, se concordi nel ritenere che la produzione italiana di latte e formaggio necessiti di maggiori garanzie rispetto all’importazione di prodotto estero e come intenda procedere a fronte della richiesta di introdurre l’etichettatura obbligatoria dell’origine del latte a lunga conservazione e di quello destinato alla trasformazione.