A scuola di borlengo a Guiglia



Un corso in tre serate per imparare a cucinare il borlengo, piatto tipico dell’Appennino modenese. La proposta viene da PromAppennino, che ha organizzato gli appuntamenti dal 7 al 21
marzo alla Taverna del Castello di Guiglia (Mo), l’imponente costruzione che domina la borgata appenninica.

Il borlengo è una specie di crepe, sottile e croccante, molto grande, preparata a partire da un impasto liquido a base di acqua, farina, uova e sale, che viene cotto in una grande padella di ferro. Si condisce con un ripieno (‘cunza’) di pancetta, lardo, aglio e rosmarino, si piega in quattro parti e si serve molto caldo.

Il borlengo è un tipico cibo ex povero: l’antica ricetta prevedeva solo acqua, farina e sale per l’impasto, e aglio, rosmarino e grasso di maiale
per la ‘cunza’. Preparare i borlenghi non è affatto semplice: occorrono padelle grandi e pesanti, un fornello speciale per riscaldarle in maniera
uniforme, ma soprattutto molta abilità nella realizzazione della crepe.

Tutto questo verrà insegnato alla ‘Scuola internazionale del borlengo’, insieme alla storia e allcuriosità legate alla nascita di questo alimento, di cui molti paesi rivendicano la paternità e la cui origine etimologica si perde nella notte dei tempi. C’è chi la fa risalire alla burla ai danni di una massaia che stava preparando l’impasto per le
crescentine; altri pensano che l’alimento venisse mangiato a carnevale, e da qui il nome, ossia ‘cibo per burla’.

Il corso, per un massimo di 25 iscritti, si aprirà il 7 marzo, proseguirà il 14 e 15 (con i partecipanti divisi in due gruppi), e si chiuderà il 21 con la consegna dei diplomi. La quota è di 45 euro. Info e
iscrizioni: PromAppennino 059/985584.