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Infanzia e adolescenza. Dagli Stati generali di Rimini una spinta alla nuova legge regionale sulla natalità

Generare non significa soltanto far nascere un figlio, ma creare le condizioni perché una nuova vita possa trovare intorno a sé una comunità capace di accoglierla, sostenerla e accompagnarla nel tempo.

È da questa consapevolezza, emersa con forza durante la seconda edizione degli Stati generali dell’Infanzia e dell’adolescenza – che si sono conclusi oggi a Rimini – che arriva una nuova spinta alla legge sulla natalità che la Giunta della Regione Emilia-Romagna sta costruendo insieme all’intergruppo assembleare.

Per tre giorni a Rimini istituzioni, studiosi, operatori sociali, educatori e professionisti si sono confrontati sul tema “Generare: nascere figli, crescere genitori” mettendo al centro una domanda che riguarda il futuro dell’intera società: come restituire ai giovani la possibilità concreta di scegliere di costruire una famiglia?

La risposta emersa durante gli Stati generali, che si sono aperti mercoledì 10 giugno con l’intervento del presidente Michele de Pascale, è chiara: contrastare la denatalità significa prima di tutto ricostruire comunità.

“Non è il desiderio di avere figli a mancare. A mancare, troppo spesso, sono le condizioni per poterli accogliere e crescere senza sentirsi soli” ha più volte sottolineato l’assessora a Scuola, Welfare e Politiche per l’Infanzia, Isabella Conti, nel ringraziare tutti i relatori e le relatrici con cui c’è stata grande condivisione e approfondimento. “Ridurre quella distanza- ha affermato- è una responsabilità politica. Servizi educativi accessibili, sostegno alla genitorialità, conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, politiche abitative e comunità inclusive: è da qui che passa la libertà di scegliere. Il compito delle istituzioni è rendere possibile ciò che le persone desiderano davvero”.

L’assessora ha quindi rilanciato il percorso della nuova legge regionale sulla natalità, sull’infanzia e sulla genitorialità.

“Non sarà una legge simbolica- ha ribadito Conti- ma uno strumento concreto capace di mettere in relazione welfare, servizi educativi, salute, scuola, conciliazione vita-lavoro e sostegno alle famiglie. Abbiamo il dovere urgente di ricostruire la comunità. Nessun nucleo familiare può o deve essere un’isola. È da qui che passa la possibilità di contrastare la denatalità e costruire un futuro più forte per l’Emilia-Romagna. Ora è il tempo di agire, insieme a tante e tanti che stanno contribuendo”.

Gli Stati generali di Rimini: alcuni degli interventi

Le giornate riminesi di incontri, dialoghi, lectio magistralis e dibattiti hanno coinvolto alcune delle voci più autorevoli del panorama italiano, insieme a professionisti che ogni giorno lavorano accanto alle famiglie per contrastare l’isolamento e promuovere benessere psicologico e sociale.

Centrale è stato l’intervento di Alessandro Rosina che ha richiamato l’attenzione sul divario tra desiderio e realtà: oltre l’80% dei giovani – ha sottolineato il demografo – immagina di avere figli, ma molti incontrano ostacoli che impediscono di trasformare questo progetto in una scelta concreta.

Da questa considerazione si sono generate quasi tutte le riflessioni, tra cui quelle di autorevoli ospiti internazionali come Anna Rotkirch, professoressa di ricerca in Finlandia, che ha ribadito come “il futuro non si ‘decide’, ma si rende possibile: creando le condizioni sociali, economiche e relazionali perché il desiderio di generare possa trovare spazio”.

“L’essere umano è cresciuto come specie cooperativa, in cui la sopravvivenza e lo sviluppo dei bambini dipendono da reti di cura più ampie del solo legame madre-figlio” ha ribadito, in un collegamento dall’America, Sarah Blaffer Hrdy, professoressa emerita di Antropologia alla University of California, Davis.

Nella sua lectio magistralis, lo psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini ha sottolineato come “serva una comunità di adulti responsabili che sappia guardare al mondo dei bambini e dei ragazzi con occhi nuovi, capace di generare benessere psicologico e relazionale”.

“Tutto ciò che genera relazioni, ascolto e sostegno reciproco rafforza il tessuto della società”, il monito della sociologa Chiara Saraceno.

Si è affrontato poi il tema delle famiglie plurali con la scrittrice Espérance Hakuzwimana e con lo psicoterapeuta e psicanalista Gian Marco Ciavolino: “Le famiglie contemporanee non sono più riconducibili a un unico modello: si moltiplicano le esperienze, si intrecciano culture, lingue, storie migratorie e percorsi affettivi che ridefiniscono continuamente cosa significhi essere famiglia”.

L’attesa lectio dello psicoterapeuta Alberto Pellai ha evidenziato ancora una volta come dietro al disagio adolescenziale spesso si nasconda una domanda profonda: “chi c’è per me?”. Le nuove sfide educative tra fragilità crescenti e il bisogno di presenza autentica.

La sociologa Sara Nanetti ha messo in luce come le diverse forme di genitorialità non si sviluppano mai in isolamento, ma siano sempre inserite in contesti sociali, economici e culturali che possono sostenerle oppure renderle più fragili. Famiglia, scuola, servizi e comunità costruiscono insieme lo spazio entro cui diventare ed essere genitori oggi.

Sferzante e incisiva la riflessione della giornalista e scrittrice Concita De Gregorio: “Il tema non è dare figli alla patria. Il tema è dare una patria ai figli”.

I video di tutti gli interventi integrali dei relatori saranno disponibili a breve all’indirizzo https://www.regione.emilia-romagna.it/eventi/generare

















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