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MOFUS 2026: a Modena il congresso dedicato al potere dell’ecografia morfologica fetale precoce

Bertucci e La Marca

Modena si conferma punto di riferimento nazionale per la medicina fetale con MOFUS 2026 (Modena Fetal Ultrasound), il congresso in programma il 12 e 13 giugno, nato per consolidare l’identità e il percorso scientifico della Scuola di Ecografia Fetale di Modena.

Il tema centrale del meeting di quest’anno, presieduto dal professor Antonio La Marca (direttore della Struttura complessa di Ginecologia ed Ostetricia) e dalla dottoressa Emma Bertucci (responsabile del servizio di Diagnosi Prenatale), sarà il valore dell’ecografia morfologica fetale precoce. Questa metodica sta modificando profondamente l’approccio alla diagnosi prenatale, grazie alla possibilità di identificare già nelle prime fasi della gravidanza numerose anomalie strutturali e marcatori di patologia fetale.

«L’evoluzione delle tecnologie ecografiche e l’integrazione sempre più stretta con la genetica prenatale consentono oggi di ottenere informazioni preziose già nel primo e all’inizio del secondo trimestre di gravidanza – spiega il professor Antonio La Marca – Il congresso affronterà proprio questa nuova prospettiva, mettendo a confronto esperienze cliniche, casi complessi e innovazioni scientifiche che stanno ridefinendo il concetto stesso di diagnosi prenatale».

Individuare precocemente eventuali anomalie significa infatti offrire alle famiglie e ai professionisti un elemento cruciale: il tempo. Tempo per completare gli accertamenti diagnostici, per approfondire il quadro clinico attraverso le più avanzate indagini genetiche, per attivare percorsi multidisciplinari e per programmare in modo consapevole la gestione della gravidanza e dell’assistenza al neonato.

«L’obiettivo non è soltanto vedere prima – sottolinea la dottoressa Emma Bertucci – ma offrire alle donne e alle famiglie maggiori opportunità diagnostiche e un percorso di cura più completo. La diagnosi precoce consente infatti di integrare l’ecografia con le moderne tecnologie genetiche, aumentando le possibilità di comprendere il significato clinico delle anomalie riscontrate e di pianificare il percorso più appropriato».

Il programma del congresso

L’evento si svolge all’Hotel RMH Raffaello di Modena (Strada Cognento 5) e vede la partecipazione di esperti da tutta Italia. I lavori cominceranno venerdì 12 giugno alle ore 14,00 con i saluti delle Autorità e le prime due sessioni, la prima dedicata alle tecniche di esecuzione e la seconda a discutere casi clinici sul ruolo delle indagini genetiche nelle sindromi FGR Restrizione di Crescita Fetale ad esordio precoce. Nella giornata di sabato 13 giugno, i lavori cominceranno alle 8,30 e termineranno alle 13,00. Sono previste due sessioni dedicate allo studio precoce di organi e apparati. MOFUS 2026 si propone come un momento di confronto scientifico di alto livello, dedicato a una delle sfide più importanti della medicina prenatale contemporanea: utilizzare il potenziale dell’ecografia precoce per garantire diagnosi sempre più tempestive, accurate e utili per la presa in carico delle famiglie.

Ad aprire i lavori sarà il Corso di Ecocardiografia Fetale, dedicato all’approfondimento delle tecniche di valutazione del cuore fetale e alla diagnosi precoce delle cardiopatie congenite. Un appuntamento formativo che conferma la vocazione della Scuola di Modena alla diffusione di competenze specialistiche sempre più avanzate.

Il Centro di Diagnosi Prenatale di Modena: un polo di eccellenza e ricerca

L’organizzazione di Mo.F.US. 2026 si inserisce in un contesto clinico e scientifico di altissimo profilo. Il Centro di Diagnosi Prenatale di Modena si conferma infatti come una delle realtà di riferimento dell’Emilia-Romagna per la diagnosi e la gestione della patologia fetale, con un’attività imponente che comprende circa 9.000 ecografie ostetriche all’anno.

Grazie a un’équipe altamente specializzata e a un approccio multidisciplinare consolidato, il Centro garantisce percorsi diagnostici e assistenziali avanzati sia per le gravidanze a basso che ad alto rischio.

Il valore del Centro si esprime attraverso tre pilastri fondamentali:

•                Presa in carico e innovazione organizzativa: Particolare attenzione è dedicata al counselling e alla gestione delle malformazioni fetali, attività regolate da uno specifico Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) aziendale. Questo modello organizzativo, frutto dell’esperienza maturata negli anni, è destinato a diventare presto un riferimento interprovinciale, rafforzando la rete di assistenza specialistica sul territorio.

•                Ruolo istituzionale e sinergie: Il Centro collabora attivamente con l’IMER (il Registro Mal-formazioni Congenite dell’Emilia-Romagna), contribuendo alla sorveglianza epidemiologica, alla raccolta dati e alla ricerca scientifica sulle anomalie congenite. Il prestigio del gruppo mo-denese è testimoniato anche a livello nazionale: la dottoressa Emma Bertucci è infatti la referente regionale della SIEOG (Società Italiana di Ecografia Ostetrico Ginecologica).

•                Ricerca scientifica d’avanguardia: Accanto all’attività clinica, il Centro porta avanti intense collaborazioni nazionali e internazionali che hanno dato origine a importanti pubblicazioni nel campo della medicina materno-fetale. Tra i risultati più significativi spicca la partecipazione a recenti ricerche dedicate allo studio del DNA fetale e delle cellule fetali circolanti, pubblica-te su prestigiose riviste scientifiche internazionali. Si tratta di studi pionieristici che aprono nuove e straordinarie prospettive per la diagnosi prenatale non invasiva, consentendo un’identificazione sempre più precoce e accurata delle condizioni fetali.

Con la convocazione del congresso MOFUS 2026, Modena ribadisce e consolida la sua posizione come uno dei poli più attivi, qualificati e all’avanguardia nel panorama nazionale dell’ecografia ostetrica avanzata.

 

















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