I Carabinieri della Tenenza di Medicina hanno arrestato un 35enne albanese per tentato furto in abitazione e resistenza a un pubblico ufficiale. I fatti sono iniziati alle ore 10:00 circa di domenica 7 giugno 2026 in via IV Novembre a Forlì, quando alcuni cittadini hanno telefonato al 112 – NUE per segnalare la presenza sospetta di un uomo che era stato visto scavalcare la recinzione di una villetta i cui proprietari erano momentaneamente assenti.
Appresa la notizia, i Carabinieri della Stazione e del Nucleo Operativo Radiomobile di Forlì sono arrivati subito. Alla vista dei militari, il malintenzionato è fuggito a bordo di una Mercedes di grossa cilindrata, di colore bianco e targa albanese che aveva parcheggiato nelle vicinanze ed è riuscito a far perdere le tracce. Intercettato alle ore 12:20 nella zona industriale di Castel Guelfo dai Carabinieri della Tenenza di Medicina, il conducente ha tentato di dileguarsi di nuovo, aumentando la velocità e sorpassando gli altri utenti della strada in maniera pericolosa.
Alla fine, il soggetto, tallonato dall’autoradio che non riusciva a distanziare, è rimasto imbottigliato nel traffico domenicale a causa di altri automobilisti incolonnati sulla strada che stavano raggiungendo l’area commerciale per fare acquisti. Identificato nel 35enne albanese, l’automobilista è stato informato della situazione e sottoposto a una perquisizione veicolare. I Carabinieri hanno trovato una busta contenente 151 grammi di oro che era stata occultata nel vano motore. Inoltre, le operazioni di ricerca hanno consentito di trovare due orologi di lusso marca Rolex, una decina di grammi circa di marijuana e hashish, del materiale adatto alla pesatura e al confezionamento della droga, strumenti da scasso e alcune banconote, tra euro, dollaro statunitense, lira turca, lek albanese, sterlina britannica e dinaro macedone. Del materiale rinvenuto, il soggetto non ha fornito alcuna spiegazione. Successivamente, i Carabinieri hanno scoperto che il 35enne, gravato da precedenti di polizia, era stato recentemente espulso dal territorio nazionale dalla Questura di Treviso, con un divieto di rientro in Italia fino al 2031.
Su disposizione del Pubblico Ministero di Turno presso la Procura di Bologna, il presunto responsabile è stato tradotto presso la Casa circondariale – Rocco D’Amato, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.









