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Più di 1500 le ragazze e i ragazzi che hanno partecipato alla prima edizione del Festival della Legalità modenese

La legalità si scopre un tema per giovani e giovanissimi. Sono stati più di 1500 le ragazze e i ragazzi delle scuole modenesi che dal 6 al 9 maggio hanno preso parte con entusiasmo alla prima edizione del Festival della Legalità che, complessivamente, ha visto la partecipazione di un pubblico di oltre 3500 persone.

“Avere così tanti giovani presenti ai nostri incontri è stato bellissimo, siamo riusciti a lanciare un messaggio forte per il nostro futuro – commenta l’assessore alla Legalità del Comune di Modena, Vittorio Ferraresi – La legalità non è solo un principio da difendere, ma una pratica quotidiana da costruire insieme, passo dopo passo, partendo proprio dalle nuove generazioni. Per questo abbiamo messo insieme un programma pensato per riflettere sui valori della giustizia, della responsabilità e della partecipazione civile, promuovendo una cultura della legalità consapevole e condivisa, capace di contrastare ogni forma di criminalità e rafforzare il senso di comunità”.

Tantissimi gli ospiti che hanno animato i quattro giorni di incontri, dibattiti e iniziative, condotti dal giornalista Pierluigi Senatore e promossi dall’assessorato a Legalità e Antimafie del Comune di Modena insieme al Tavolo della legalità, con il sostegno di Camera di Commercio di Modena, Bper, Fondazione di Modena e la collaborazione di Cna, Confcommercio, Confesercenti e Lapam. Tra i nomi che si sono alternati sui “palchi” del Festival della Legalità, il procuratore Nicola Gratteri, lo storico delle organizzazioni criminali Antonio Nicaso, l’attrice e scrittrice Chiara Francini, l’attore Cesare Bocci, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Salvatore Luongo e il direttore della Polizia postale Ivano Gabrielli. Con loro, anche numerosi ospiti del mondo dello sport, della cultura e dell’informazione. Un parterre di personalità grazie al quale il Festival è stata l’occasione per affrontare i temi della lotta alle mafie e della cultura della legalità attraverso sport, educazione, social media, cinema, giustizia e nuove tecnologie, coinvolgendo scuole, associazioni e cittadini in un confronto partecipato e diffuso su tutto il territorio cittadino.

















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