Il Sindaco di Castelnovo Monti e Presidente dell’Unione dei Comuni dell’Appennino, Emanuele Ferrari, interviene sul tema dei servizi sanitari in area montana e chiede l’apertura di un confronto strutturato e operativo con l’Azienda Usl, anche a seguito dell’intervento delle scorse ore del Sindaco di Ventasso.
“Comprendo le preoccupazioni e alcuni degli aspetti sollevati dal Sindaco di Ventasso, Enrico Ferretti – afferma Ferrari –. Non ne condivido però il modo e il tono, anche perché quando parliamo di sanità territoriale non possiamo guardare solo ai singoli Comuni, ma all’intera Unione. E dobbiamo considerare la connessione tra ospedale e servizi territoriali. Ritengo quindi necessario aprire un confronto diretto e collaborativo con l’Ausl: una proposta che avevo già avanzato nei giorni scorsi e che ha portato alla convocazione di un incontro tra i vertici dell’Azienda sanitaria e i Sindaci dell’Unione Appennino, fissato per il prossimo 18 maggio presso la sede dell’ente”.
L’obiettivo è avviare un percorso concreto di analisi e soluzione delle principali criticità che interessano la sanità in montagna. “Intendiamo attivare una Conferenza di servizi in Appennino – prosegue Ferrari – per affrontare alcuni temi che ritengo non più rinviabili. A partire dall’attivazione della telemedicina, una richiesta avanzata più volte negli ultimi anni e che oggi deve diventare realtà”.
Il Sindaco sottolinea come la conformazione del territorio e le caratteristiche demografiche rendano urgente un cambio di passo: “L’area montana non può più sopportare trasferimenti di ore per visite che durano pochi minuti, spesso attese per mesi. La nostra popolazione è sempre più anziana e si trova a fare i conti con difficoltà viarie evidenti: è una situazione di sofferenza che non può essere ignorata. In altri territori, come quello modenese, si è riusciti a costruire un sistema diffuso di telemedicina: per noi rappresenta ormai una priorità imprescindibile. La telemedicina doveva già avere un suo iter ed essere partita da tempo, ma non abbiamo aggiornamenti da mesi: serve un’accelerazione e soprattutto una tempistica certa su quando questo servizio potrà essere attivato, in particolare in contesti come Ventasso, molto vasti e isolati”.
Tra i temi che l’Unione dei Comuni intende portare al tavolo con l’Ausl vi è anche quello dell’accesso alle prestazioni sanitarie. “Ribadiamo l’importanza dell’introduzione, ove possibile, di una riserva di posti per visite specialistiche ed esami all’ospedale Sant’Anna dedicata ai residenti dell’Appennino – aggiunge Ferrari –. Una misura che potrebbe agevolare concretamente chi vive in un territorio orograficamente complesso, riducendo tempi e disagi legati agli spostamenti”.
Altro nodo cruciale riguarda il futuro delle Case di comunità. “Abbiamo bisogno di migliorare il dialogo su questo sistema – evidenzia Ferrari –. I percorsi legati alle Case di comunità non possono essere letti come responsabilità di chi ha amministrato sul territorio in precedenza: si governa sempre anche in continuità e serve una dimensione di collaborazione. Chiediamo chiarezza sul personale che vi potrà operare e sui servizi che saranno effettivamente attivati. Al momento percepiamo una difficoltà significativa nell’individuazione di professionisti in grado di rendere pienamente operativo questo modello, che dovrebbe invece rappresentare un punto di riferimento fondamentale per la sanità territoriale”.
Ferrari richiama inoltre la necessità di riportare il confronto su un piano costruttivo e condiviso: “Fare riferimento oggi a scelte di diversi anni fa, come la perdita della guardia medica a Ventasso nel 2023, non aiuta a costruire soluzioni. Le sedi di confronto esistono, a partire dal Comitato di distretto, e abbiamo chiesto all’Ausl – che ha dato piena disponibilità – di organizzare l’incontro del 18 maggio su queste tematiche. I riferimenti istituzionali non mancano: nell’ufficio di presidenza della Conferenza territoriale socio-sanitaria siedono due sindaci dell’Unione: oltre al sottoscritto anche Elio Ivo Sassi, sindaco di Villa Minozzo nonchè assessore provinciale alla montagna. È fondamentale non affrontare queste questioni in modo isolato, ma lavorare insieme”.
Il punto più delicato, secondo il Sindaco, riguarda però la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario pubblico. “Ciò che più preoccupa – conclude Ferrari – è il rischio che venga meno la fiducia delle persone nella sanità pubblica. Non possiamo permettere che i cittadini rinuncino a curarsi perché incontrano troppi ostacoli. In montagna questi ostacoli sono ancora più evidenti: spostarsi è già complesso e dover uscire ulteriormente dal proprio territorio spesso porta alla rinuncia alle cure, soprattutto quando non è possibile rivolgersi al privato. Sono elementi che abbiamo già condiviso con il distretto sanitario e che devono essere affrontati con urgenza. Se non riusciamo a concretizzare le risposte, rischiamo di perdere l’elemento fondamentale che tiene unite le comunità e consente agli amministratori di svolgere al meglio il proprio ruolo per il benessere collettivo”.









