I Carabinieri del Radiomobile della Compagnia di Imola hanno arrestato in flagranza di reato un uomo sulla trentina, accusato del reato di atti persecutori nei confronti della sua ex compagna, coetanea. L’uomo, con il quale la donna aveva intrattenuto una relazione sentimentale finita dopo pochi mesi, già in passato aveva avuto un provvedimento di ammonimento emesso dal Questore, nonché l’applicazione della misura cautelare personale del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, stante la reiterazione delle sue condotte illecite e persecutorie nei confronti della donna. Misura cautelare poi revocata a causa della remissione di querela effettuata dalla vittima.
Qualche giorno fa, la donna ha contattato il 112NUE riferendo che il suo ex compagno si era presentato sotto la sua abitazione chiedendole con insistenza di vederla. Appresa la notizia, una pattuglia del Radiomobile si dirigeva verso il palazzo indicato e i militari, nel tentativo di raggiungere l’appartamento della donna, notavano la presenza dell’uomo che cercava invano di nascondersi per non essere visto. Una volta scoperto, lo stesso si giustificava con i Carabinieri riferendo che voleva solo andare a trovare la sua ex ragazza per la restituzione, a suo dire, di una somma di denaro che le aveva prestato in precedenza, oltre al fatto che aveva paura di eventuali ripercussioni penali che potevano derivare.
La donna, in presenza dei Carabinieri, riferiva che la relazione sentimentale con il suo ex nell’ultimo anno era stata altalenante e che in diverse occasioni c’erano stati riavvicinamenti tra i due, poi interrotti poiché l’uomo in diverse occasioni aveva manifestato nuovamente la sua gelosia e possessività. Episodi tutti riconducibili a condotte persecutorie avvenute lo scorso mese che hanno portato la donna a presentarsi in caserma per denunciarlo.
L’uomo, dopo le formalità di rito veniva arrestato e, su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Bologna, tradotto in camera di sicurezza. Al termine del processo celebrato con rito direttissimo, l’arresto veniva convalidato e l’uomo sottoposto al divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, con l’applicazione del braccialetto elettronico per il controllo a distanza e il divieto di comunicare con qualunque mezzo con la persona offesa.









