
Accogliere minori stranieri non accompagnati in situazioni di fragilità e offrire strumenti concreti a chi desidera conoscere e avvicinarsi a questa esperienza. È questo l’obiettivo del corso formativo sull’affidamento familiare e sulle diverse forme di vicinanza solidale, promosso dall’equipe multiprofessionale del progetto “Fami F@ster2.0
Costruire legami, fare comunità” in partenza il prossimo 31 marzo. Il progetto, al quale il Comune di Reggio Emilia partecipa insieme a diversi soggetti pubblici e del privato sociale che operano sul territorio regionale, è promosso dal Fondo Asilo Migrazione Integrazione (Fami) del ministero dell’Interno: l’ente capofila è ASP di Bologna, sostengono l’iniziativa anche la Regione Emilia Romagna e l’autorità Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza. Partner del Comune di Reggio Emilia è l’associazione Ciac (Centro immigrazione asilo e cooperazione) Impresa sociale Ets di Parma.
Il corso in partenza a fine marzo è rivolto in particolare a famiglie e cittadini interessati ad approfondire il mondo dell’affido familiare, dell’accoglienza e del volontariato solidale: a chi, quindi, voglia mettere a disposizione anche solo due ore del proprio tempo libero per un percorso di vicinanza solidale, affiancando un ragazzo o una ragazza che vive in comunità. Ai percorsi di prossimità possono quindi partecipare tutte le persone che vogliano condividere le proprie esperienze e vogliano mettersi in relazione, all’interno di progetti costruiti sulla base delle peculiarità di chi partecipa.
Il corso intende in particolare fornire conoscenze teoriche, strumenti pratici e spazi di confronto, grazie anche al contributo di esperti del settore e di famiglie direttamente coinvolte in progetti di accoglienza. Verranno affrontati diversi temi come il sistema di accoglienza dei minori, i percorsi migratori e i ruoli delle diverse figure coinvolte. La formazione è anche un’occasione preziosa per riflettere sulle aspettative e motivazioni, confrontarsi, fare rete con altri partecipanti e individuare insieme allo staff la forma di prossimità più adatta alle diverse predisposizioni e disponibilità.
Gli incontri si svolgeranno tra marzo e maggio 2026 presso la sede del Polo Sociale Territoriale SUD (via Gandhi 20) a Reggio Emilia. Chi fosse interessato a ricevere informazioni o capire meglio le progettualità in atto può contattare l’équipe territoriale di FAMI F@STER 2.0 per un primo colloquio di orientamento, scrivendo a ufficiominoristranierinonaccompagnati@comune.re.it. Dopo questo incontro, si potrà partecipare al percorso di formazione in programma.
Il corso in partenza a fine marzo segue quello già svolto con alcune associazioni del territorio che hanno deciso di collaborare con l’equipe F@STER per realizzare dei percorsi di “affiancamento culturale” accogliendo alcuni di questi giovani di recente migrazione all’interno delle loro realtà, spazi preziosi di relazione e apprendimento reciproco, dove il fare insieme diventa la strada più autentica per l’inclusione. Le associazioni che hanno aderito a questo primo percorso sono: Uisp, Città migrante, Passaparola, Scout Agesci, Cinqueminuti, Nuova Luce, l’Asineria, Il Dialogo, La Voliera. L’obiettivo per il futuro è quello di allargare il coinvolgimento ad altre associazioni del territorio. Le realtà interessate possono mettersi in contatto con il servizio, scrivendo a ufficiominoristranierinonaccompagnati@comune.re.it
“Il valore umano di qualsiasi tipo di affiancamento familiare è uno degli aspetti più profondi e significativi delle attività a sostegno dei minori stranieri non accompagnati – dice l’assessora alla Cura delle persone Annalisa Rabitti -, rappresenta un gesto di solidarietà e di responsabilità verso un bambino. L’affiancamento e l’accoglienza non vogliono sostituirsi alla famiglia naturale di questi ragazzi e ragazze ma offrire loro un sostegno per permettere nel tempo di ritrovare equilibrio e una dimensione in cui sviluppare la propria personalità. È un atto di cura reciproca per la famiglia affidataria e per il minore e a partire dall’empatia: un intervento che ha una forma elevatissima di umanità, che mette al centro la dignità, la crescita e il diritto di ogni bambino ad avere una famiglia accogliente e affettivamente stabile”.


